POLITICA
L’analisi di Pasquale Viespoli a Ntr24: “Istituzioni in crisi e dibattito politico assente. Chi governa chiude un ciclo, ora serve un’alternativa”
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Il senatore Pasquale Viespoli si è prestato a una disamina della situazione politica a Benevento e nel Sannio alla vigilia di imminenti e importanti appuntamenti elettorali, affrontando gli argomenti più caldi del momento, dalle recenti vicende giudiziarie che hanno colpito amministratori in carica ed ex, sino a giungere a dare la sua opinione sul centrodestra e sul centrosinistra sanniti.
“Vedo, in generale, un panorama che, sia sul versante della società politica che su quello della società civile, evidenzia un deficit di dibattito, di confronto, di scontro, che sappia recuperare la politica a una visione, a una contrapposizione di obiettivi strategici, di modelli di governo. Invece c’è questa sorta di rattrappimento, questa sorta di difficoltà ad animare confronto e dibattito, che non fa ben sperare per il futuro”, ha sottolineato Viespoli.
“Stanno emergendo delle questioni, sia in termini di qualità del governo sia in termini di moralità istituzionale, che ci dicono che stiamo attraversando una fase di difficoltà e, direi, di degrado.Si tratta di prendere atto che, da un versante e dall’altro, le istituzioni subiscono una lesione da avvenimenti che vanno valutati con il filtro della politica e che testimoniano il degrado delle istituzioni. Parlare di politica, paradossalmente, è diventato complesso, perché si corre il rischio di parlare di un soggetto e di un oggetto che non c’è”.
Sul piano strettamente politico, Viespoli non ha mancato di fare il quadro della situazione: “C’è un centrosinistra che non riesce a trovare, credo giustamente, una sintesi, perché è difficile paracadutare le questioni dall’alto e pretendere sui territori che ci sia una sorta di adeguamento funzionale. È evidente che, quando si hanno posizioni diverse, vicende diverse, storie diverse, non è facile trovare il punto di sintesi in un campo largo, campo stretto, campo lungo.
Insomma, il rischio è che siamo tutti fuori dal campo e fuori dal campo restano gli spettatori che guardano una partita vecchia che non produce risultato. Questo per quanto riguarda quel versante. Chi governa sul territorio lo fa da 20 anni, non è che stiamo parlando di un governo di sette anni, di otto anni. Parliamo di un governo che è datato da oltre 20 anni, che chiude il suo ciclo. Iniziato come un ciclo di centrosinistra, con personaggi che sono cambiati, che si sono diversamente posizionati, ma quelli erano e quelli sono dal punto di vista dell’impostazione politica”.
Poi il riferimento è passato all‘area di centrodestra: “Dall’altra parte c’è un deficit notevole, perché ha perso la memoria, ha perso la storia, ha perso la capacità di guardare oltre, ha perso la capacità di investire sulla propria identità, sulla propria funzione. In termini di governo, perché noi abbiamo una lunga storia di governo. Da quella storia di governo ancora oggi emergono punti e scelte che sono state, per certi aspetti, preveggenti e, per il resto, di grande rilievo e di grande importanza, e che vanno recuperate per l’attualità.
Il centrodestra deve recuperare questo orgoglio di sé e fare in modo che si costruisca non un’alternanza, non una sostituzione, ma un’alternativa. Il centrodestra, fino a che resta nella logica della sostituzione, sbaglia. Io non mi voglio sostituire a chi comanda oggi, la logica della sostituzione non funziona. Noi dobbiamo fare molto di più per realizzare l’alternativa”, ha concluso l’ex primo cittadino di Benevento.




