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POLITICA

Campo largo, il centro si allontana: nel Sannio il laboratorio politico è già in movimento

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Da ieri pomeriggio il “Campo largo” è un po’ meno largo. Probabilmente lo è da quando Elly Schlein (Pd), Giuseppe Conte (M5S), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (Avs) hanno pubblicato sui social la foto di un loro pranzo di lavoro, dando contestualmente appuntamento al proprio elettorato per le date dell’8 e del 15 luglio. Due appuntamenti che dovrebbero segnare in calendario altrettante grandi manifestazioni, presumibilmente una al Nord e una al Sud, con l’obiettivo di mostrare i muscoli, chiamare a raccolta i sostenitori e poi avviare la fase programmatica, in vista delle prossime elezioni politiche.

Il punto, però, non è questo. Il nodo sembra piuttosto essere l’assenza, a quel tavolo conviviale, di Matteo Renzi che, allargando lo sguardo, finisce per rappresentare l’assenza dell’area centrista e riformista dalla coalizione. La risposta del “rottamatore”, arrivata anch’essa via social, è stata piuttosto stizzita: “Non siamo in quella foto perché non facciamo parte di questo gruppo di sinistra-sinistra che ha un consenso importante nel Paese, ma insufficiente a vincere e insufficiente a governare”. E, via via, l’ex premier ha proseguito elencando quella che considera la propria dote elettorale, della quale quel tavolo non potrebbe fare a meno se davvero ambisse a governare. Elementi dei quali, almeno apparentemente, non sembra sentire il bisogno Giuseppe Conte, che non ha mai nutrito particolare simpatia per Renzi. Il leader pentastellato ha sottolineato candidamente che non è affatto scontato che il mondo centrista si sieda mai a quel tavolo. Tuttavia, i colonnelli delle varie forze politiche si sono affrettati a precisare che, dopo la fase di impostazione del programma, ci sarà spazio anche per consultazioni con il centro, di cui fanno parte Italia Viva ma anche i nascenti “cespugli” di Più Uno e Progetto Civico.

Ma tutto questo cosa può significare in ambito locale? Sta davvero crollando l’impalcatura del “Campo largo”? Quel “testardamente unitari” rivendicato da Schlein è oggi un po’ meno unitario e forse anche meno testardo? Oppure il livello intermedio delle Regionali continuerà a dettare una linea destinata a proiettarsi sui territori?

Certo è che l’ascesa di Roberto Vannacci nell’area della destra, l’apparente raffreddamento dei rapporti tra Forza Italia e gli alleati di governo, così come il coagularsi di iniziative centriste – come l’incontro tenutosi nei giorni scorsi a Milano tra Carlo Calenda, Pina Picierno, Luigi Marattin e Mario Monti nel progetto “Europeisti”, sotto il motto “hackerare il bipolarismo” – contribuiscono a delineare nuovi scenari anche a livello locale. Perché ciò che interessa più da vicino sono proprio le ripercussioni di tutto questo sul nostro territorio. La sensazione è che nel Sannio, forse inconsciamente, si sia già un passo avanti rispetto a quanto sta accadendo, o potrebbe accadere, sul piano nazionale.

Il cosiddetto “Campo largo”, nella sostanza, non esiste nei territori interni. Non esiste a Benevento e nemmeno ad Avellino. In Irpinia, a Noi di Centro di Mastella e ad altre componenti della sinistra non è stato riconosciuto il sostegno garantito durante la campagna elettorale al neosindaco Pizza, che nel capoluogo ha formato una giunta sostanzialmente a esclusivo marchio Pd, escludendo per l’appunto i mastelliani. Della confusione politica alla Presidenza della Provincia di Avellino si è già scritto abbastanza. Nel frattempo, a Benevento va prendendo forma un rassemblement di matrice centrista, sia in vista della prossima elezione del presidente della Provincia sia, probabilmente, per quella del futuro sindaco della città.

Chissà quali risultati potrà produrre il tentativo che il Pd sannita potrebbe compiere per verificare la riproponibilità del “Campo largo” anche in ambito locale. Ad oggi, la sensazione è che possa tradursi in un buco nell’acqua, con buona pace di tutti coloro che dovrebbero sedersi a quel tavolo e che, chissà, forse non finiranno mai per farlo davvero. Forse la foto di ieri con Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli, seduti ad un tavolo di un ristorante di Campo de’ Fiori a Roma, darà semplicemente un aiutino a quanti, nel Sannio, non hanno alcuna voglia di pranzare insieme.

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