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Impianto Repower nel Tammaro, il M5S: “Dal Parlamento Europeo conferma alla necessità di una nuova VIA”
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“Com’è noto, dal 2011 incombe sul territorio dei Comuni di Morcone e Pontelandolfo un progetto della società Svizzera Rec (Repower). Si tratta di un progetto privato, finalizzato a prelevare acqua dall’invaso sul Tammaro verso un bacino a monte, per poi produrre energia idroelettrica”. Così in una nota il Coordinatore del Gruppo Territoriale Alto Tammaro del Movimento 5 Stelle, Gaudenzio Di Mella.
“Da tempo il Movimento 5 Stelle, affiancando le associazioni e le amministrazioni locali che vi si oppongono, denuncia la gravità degli impatti. Si prevedono, nel cuore del Parco Nazionale del Matese, l’impermeabilizzazione di un lago carsico che rifornisce gli acquedotti dei comuni circostanti, la scomparsa di oltre duecento sorgenti, lo scavo di un pozzo di 500 metri e di una immensa camera sotterranea per ospitare le turbine, chilometri di tunnel, effetti dirompenti sulle rive e sulle acque dell’invaso, che verrebbe reso inutilizzabile per ogni altro tipo di attività, sportiva, turistica, di fruizione escursionistica. Il tutto in un’area di elevatissima sismicità», c
Da tempo, altresì, il Gruppo Territoriale 5 Stelle dell’Alto Tammaro evidenzia l’assenza di una valutazione di impatto ambientale aggiornata; la società intende invece avvalersi di una autorizzazione rilasciata oltre 10 anni fa
L’on. Danilo Della Valle, parlamentare europeo del M5S, ha interrogato in merito la Commissione europea, che ha risposto richiamando la Direttiva specifica, che prevede, appunto, che la valutazione degli impatti di un progetto sia aggiornata al momento dell’adozione dell’autorizzazione
La Commissione rimanda altresì alla strategia sulla resilienza idrica e precisa che il progetto idroelettrico in questione potrà essere autorizzato solo se giustificato secondo i criteri stabiliti nella direttiva quadro Acque.
Com’è noto, il Progetto Repower non ha ancora l’autorizzazione definitiva da parte del Ministero dell’Ambiente, e l’autorizzazione ambientale del 2015, già prorogata una volta, è scaduta a novembre 2025
La risposta della Commissione europea conferma, dunque, la giustezza della posizione di chi si oppone alla proroga: il progetto può esser autorizzato o meno solo previa una nuova Valutazione di impatto ambientale, che tenga conto della trasformazione del territorio avvenuta in oltre 10 anni e, soprattutto, della istituzione del Parco Nazionale del Matese
L’acqua del Matese è una risorsa pubblica preziosissima, ne va impedito l’utilizzo speculativo, e va salvaguardata anche per le future generazioni, ed il Parco Nazionale del Matese rappresenta una opportunità per le nostre terre ed il nostro futuro, che non dev’essere pregiudicata per puro profitto privato.
“Ora tocca alle istituzioni a tutti i livelli, ed in particolare ai parlamentari della provincia, attivarsi presso il Governo ed in tutte le sedi affinché non avvengano colpi di mano a danno del territorio”, conclude Di Mella.




