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Paduli al voto: l’esperienza e la continuità di Vessichelli contro le idee e la visione di Bonavita
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Con l’ufficializzazione delle liste per le elezioni del 24 e 25 maggio 2026, Paduli si prepara a un bivio decisivo. La sfida tra il sindaco uscente Domenico Vessichelli (“Uniti per Paduli”) e lo sfidante Daniele Bonavita (“SiAmo Paduli”) non è solo un confronto tra nomi, ma tra due modi opposti di intendere il governo del territorio: da un lato la “macchina dei risultati” che punta sulla programmazione a lungo termine, dall’altro una proposta che mette al centro la tutela immediata della salute, dei simboli storici e della sicurezza stradale.
Vessichelli si presenta agli elettori con un biglietto da visita pesante: l’80% del programma precedente è stato realizzato. La sua narrazione è quella della solidità: l’esperienza maturata in dieci anni viene offerta come garanzia per non interrompere i processi di modernizzazione già avviati.
Il programma di “Uniti per Paduli” è un piano industriale di sviluppo. La digitalizzazione non è solo una parola d’ordine, ma un obiettivo concreto che passa per uno “Sportello digitale unico” e un’App istituzionale per dialogare in tempo reale con i cittadini. Ma è sul fronte delle grandi opere che la lista uscente gioca le sue carte migliori: il nuovo polo scolastico, la Cittadella dello Sport e la riqualificazione del Palazzo Ducale. Quest’ultimo, in particolare, viene immaginato come un polo museale dinamico, cuore pulsante di una Paduli che vuole diventare tappa fissa del turismo d’esperienza legato alla Via Appia UNESCO.
Di contro, la proposta di Daniele Bonavita con “SiAmo Paduli” appare più focalizzata su ferite aperte e necessità quotidiane. Il suo programma non si perde in tecnicismi digitali, ma punta dritto alla salute pubblica e al decoro. La bonifica della fornace in Contrada Carpinelli e la rimozione dell’amianto sono le prime righe di un patto con la cittadinanza che mette la prevenzione davanti a tutto.
Bonavita intercetta un sentimento di urgenza anche sulla sicurezza stradale, identificando nella SS 90 Bis un pericolo costante che va arginato con sistemi di controllo della velocità e interventi strutturali. C’è poi una forte componente emotiva e identitaria: il recupero del Convento di Santa Maria di Loreto, descritto come un simbolo che “si sbriciola”, diventa una missione per restituire alla comunità spazi per fini sociali e assistenziali.
Anche sullo sport le filosofie divergono. Se Vessichelli parla di “Cittadella dello Sport” come infrastruttura complessa, Bonavita punta sul valore umano e sociale, proponendo la creazione di una squadra di calcio locale come motore di aggregazione e sviluppo.
Sul fronte economico, mentre l’amministrazione uscente guarda ai grandi finanziamenti del PNRR e alla logistica dello scalo merci, lo sfidante propone una gestione più “domestica” e pragmatica del patrimonio: mettere a disposizione la Villa Comunale e il Palazzo Ducale per eventi privati, utilizzando gli indennizzi per la loro stessa manutenzione.
La scelta per i padulesi sembra dunque chiara. Da un lato, il modello Vessichelli offre la sicurezza di un binario già tracciato, fatto di progettualità europea, digitalizzazione e grandi circuiti turistici. Dall’altro, Bonavita propone una politica del “buon padre di famiglia”, attenta alla sicurezza di chi percorre le strade ogni giorno e al recupero dei luoghi dell’anima che il tempo sta logorando.
Il 24 e 25 maggio 2026 i cittadini decideranno se premiare la continuità di un decennio di lavori o se affidarsi a una squadra che promette di ripartire dall’ascolto e dalla protezione del territorio.



