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POLITICA

Foiano di Valfortore, al via la “Festa provinciale dell’Unità”

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Ha preso il via la Festa Provinciale dell’Unità 2024 organizzata dal Partito Democratico a Foiano di Valfortore, con lo slogan “Aree Interne: la nostra Storia per un Futuro ancora possibile”. Ad aprire la due giorni di dibattiti e confronti, il Segretario provinciale Giovanni Cacciano, la Presidente provinciale Rosa Razzano e il Sindaco ospitante, Giuseppe Antonio Ruggiero.

“Abbiamo focalizzato la Festa provinciale dell’Unità sulle aree interne, facendone il palcoscenico della nostra due giorni di riflessioni e dibattiti. Grazie al sindaco, all’amministrazione di Foiano e alla comunità del Partito Democratico dell’Alto Sannio per averci ospitati e aiutati nell’organizzazione di questo evento». Così il Segretario provinciale PD, Giovanni Cacciano. «Avviamo due giorni di dibattiti intensi e di qualità con molti dirigenti nazionali, rappresentanti delle categorie, della società civile, di organizzazioni e associazioni, in quello che per la prima volta nella storia del PD sannita è diventato un evento annuale. Dopo un lungo e piacevole colloquio con la segreteria nazionale, abbiamo inteso ribaltare le priorità rispetto ai grandi conglomerati urbani. Il messaggio progressista di centrosinistra diventa centrale nelle aree interne, ma si rendono ancor più necessarie politiche nazionali ed europee che prendano consapevolezza della condizione delle aree marginali. C’è, però, un tema di fondo che afferisce la nostra condizione umana: la guerra che sta raggiugendo vette di tragicità, crudeltà e aberrazione che pensavamo essere fuori dalla nostra esperienza diretta. E’ dunque dalla nostra storia che possiamo costruire insieme il futuro”

Per la Presidente provinciale Rosa Razzano, “si tratta di una festa organizzata su due giorni, piuttosto che i tre dello scorso anno, ma non per questo meno ricca di dibattiti. Tema centrale le aree interne, collegate a visioni di respiro nazionale e ai grandi cambiamenti nel mondo. I temi che non hanno trovato spazio quest’anno saranno discussi in appuntamenti a parte, penso ad esempio alla questione di genere e ai dibattiti già avviati con le Donne Democratiche, e alle carceri: a un anno di distanza dal monito lanciato nella scorsa Festa dell’Unità, ci ritroviamo in una situazione disastrosa e che ha visto protagonista in questi giorni anche il carcere di Airola”.

“Il PD da tempo insiste sul tema delle aree interne – ha detto il commissario regionale Antonio Misiani – che continua a non avere cittadinanza nel dibattito pubblico, come se fosse una parte residuale del Paese. In realtà nelle aree interne vivono 10 milioni di italiani e queste coprono una quota molto rilevante del territorio: la politica ha il dovere di occuparsene” ha affermato il Senatore Antonio Misiani, Commissario regionale e Dirigente nazionale del Partito Democratico. “Oltre alla questione meridionale, che continua a esistere e che ci porta a essere contrari alla Legge Calderoli, c’è un nuovo divario territoriale che sta crescendo negli ultimi tempi ed è quello tra aree urbane e aree interne. E’ un tema trasversale, che riguarda anche una regione come la Lombardia. Non è però un destino ineluttabile, la politica deve dare risposte e il PD vuole essere parte attiva: per questo abbiamo designato il Responsabile delle Aree Interne e stiamo costruendo un pacchetto di proposte. Servono infrastrutture, investimenti e condizioni fiscali di favore, favorendo il processo di reinsediamento delle attività produttive”.

“La Val Fortore è il luogo appropriato per affrontare il tema delle aree interne e dello spopolamento, che rappresenta oramai una grande emergenza nazionale” ha detto il sindaco di Foiano di Valfortore, Giuseppe Antonio Ruggiero. “Il Partito Democratico deve avere un’idea di futuro e una strategia per dare un argine a quello che sembra un fenomeno inarrestabile. La soluzione non può essere semplicemente quella di sostituire la nostra popolazione con i migranti, perché la storia ci ha dimostrato che l’Italia è un paese di passaggio. Ci aspetta un mondo diverso, che ci chiama a delle scelte diverse e ci chiede una responsabilità enorme: iniziare a pensare oggi a ciò che succederà fra trent’anni ed elaborare una strategia che servirà a chi verrà dopo di noi”. 

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