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AMBIENTE

Fronte acqua, Gesesa annuncia: “Sarà un’estate di disagi”. Dal week end il via alle chiusure notturne alternate

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“Prepariamoci a un’estate di disagi. E non certo per nostre responsabilità”. Eccolo, in estrema sintesi, il messaggio inviato oggi da Gesesa nel corso di una conferenza stampa animata dal presidente Domenico Russo e dell’amministratore delegato Salvatore Rubbo. Un grido d’allarme, il loro, che non rappresenta certo un fulmine a ciel sereno. Sul fronte acqua, d’altronde, anche le scorse estati erano state caratterizzate da diverse fasi di crisi, più o meno acute. Quest’anno, però, i segnali sono ancora più negativi. A preannunciarlo – ha spiegato Domenico Russo – la missiva con cui Molise Acque il 12 giugno comunicava la situazione emergenziale delle sorgenti idriche. E le conseguenze i cittadini beneventani – come quelli degli altri comuni serviti da Gesesa – le stanno già misurando con le chiusure notturne dei serbatoi. 

Ma cosa accadrà nei prossimi giorni? A raccontarlo l’amministratore delegato di Gesesa Salvatore Rubbo: “Dopo le chiusure notturne già annunciate proseguiremo con chiusure notturne – sempre da mezzanotte alle 5.30 – alternate. Per due notti (28/29 giugno- 29/30 giugno) chiuderemo soltanto la presa di Ponticelli.  Per le notti seguenti, fino al 4 luglio, chiuderemo anche le prese di Santa Colomba e via Firenze. Un modo, questo, per salvaguardare la Festa della Madonna delle Grazie e tutelare le attività del centro storico nel weekend”. “Cosa dobbiamo aspettarci dopo il 4? Oggi non possiamo dirlo ma non sono ottimista. Penso che continueranno le chiusure notturne, speriamo di non doverle intensificare ed estenderlo, semmai”-

Quanto alle responsabilità, lo dicevamo in premessa, Gesesa si chiama fuori: “Di più non è possibile fare”. Né sul fronte degli investimenti – accessibili soltanto ai gestori unici e la partecipata di palazzo Mosti non lo è – né per quanto riguarda la riparazione delle perdite: “Soltanto nel 2023 ci sono stati 2.116 interventi di riparazione perdite, per una media di sei al giorno. E per i primi cinque mesi del 2024 siamo già a quota 800. Ma questo, ovviamente, non basta considerato che le nostre condotte sono tutte a fine vita. Occorrerebbero investimenti epocali per uscire dall’emergenza” – ha chiosato di nuovo Domenico Russo.

 

 

 

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