Sindacati
Sciopero generale, a Napoli anche una folta delegazione della Uil sannita
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Più di 50mila lavoratori e pensionati sono scesi in piazza a Napoli per lo sciopero generale di CGIL e UIL. Lavoratori, giovani, immigrati, pensionati, in un tripudio di bandiere, hanno invaso le strade del centro della Città fino a Piazza Matteotti, dove il comizio ha visto gli interventi di Anna Rea e Gianna Fracassi, rispettivamente segretario generale della UIL Campania, e segretario confederale della CGIL Nazionale.
“Questa piazza merita rispetto – ha detto Anna Rea – e al premier Renzi diciamo di non esagerare perché la tensione è già altissima. Piuttosto, Renzi ascolti e impari dai lavoratori che si alzano presto per andare a lavorare, impari dai precari, da tutte quelle famiglie che a stento sbarcano il lunario. CGIL e UIL rappresentano le loro esigenze, i loro problemi”.
“Speravamo in un’ondata di novità con l’arrivo del giovane Renzi e, invece, la musica non è cambiata: come può un Governo cancellare in un colpo solo tutti gli ammortizzatori sociali – dice Anna Rea -, che fine faranno i 35 mila cassaintegrati in Campania? Qui manca una vera politica industriale, la Campania e il Mezzogiorno aspettano strumenti veri per la crescita, per l’occupazione dei nostri giovani e invece col nuovo piano di Finmeccanica, Moretti sta smantellando le nostre ultime eccellenze, come Ansaldo.
Questo sciopero ha un costo reale per i lavoratori, ha un peso sulla loro busta paga, eppure sono qui, mentre il Governo taglia risorse e mette in ginocchio trasporti, sanità e scuola e non rinnova il contratto del pubblico impiego da sei anni”, continua la Rea.
“Il governo fa una operazione devastante per il Sud – ha affermato Gianna Fracassi – perché non solo non mette risorse sulla legge di stabilità per sostenere l’occupazione giovanile ma addirittura le riduce, come è successo per i fondi strutturali europei riservati alle regioni meridionali”.
“Partiamo da qui per dare un messaggio vero – continua Fracassi – non ci interessano gli slogan e non ci interessano le toccate e fuga che il presidente del consiglio Renzi, qualche giorno fa, ha messo in campo venendo in Campania e rimanendo solo pochi minuti, senza ascoltare le ragioni del lavoro. Noi diciamo che sul Sud occorre investire, che il Sud deve diventare punto di forza per questo Paese. E il sostegno si fa a partire da un piano straordinario sull’occupazione giovanile. Invece , non intravediamo risposte dal Governo nemmeno sul versante generale perché manca un piano di politica industriale”.
Alla manifestazione di Napoli ha partecipato una folta delegazione di lavoratori e pensionati di Uil e Cgil provenienti dalla provincia di Benevento. Il segretario generale aggiunto della Uil Avellino/Benevento, Fioravante Bosco, che questa mattina era a Napoli, ha sottolineato che: “Una manifestazione straordinaria, che è andata oltre ogni più rosea previsione. Eravamo in 50.000, e dico che Renzi deve ascoltare tutto ciò che è arrivato dalle 54 piazze d’Italia, ove si sono tenute le manifestazioni.
Glielo ha ricordato anche il presidente della Repubblica Napolitano, invitando le parti a non esasperare lo scontro. Uil e Cgil non si fermeranno poiché è in ballo il futuro del Paese ed è in pericolo il destino di alcune generazioni di giovani”.




