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SOCIETA'

Befana, la crisi svuota la calza anche della vecchietta più amata dai bambini

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“La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte”, veniva descritta così in una filastrocca per bambini la vecchietta che porta i doni il 6 gennaio. Un’immagine umile della Befana in linea con i tempi di austerity che stiamo vivendo. La crisi quest’anno infatti intaccherà anche le calze appese sui camini, riempite sempre meno di giocattoli e più di caramelle, torroni e mandarini, proprio come una volta. Eh si perchè passato il Natale, il Cenone di San Silvestro, di soldi in tasca ne restano pochi, mentre qualche dolcetto sopravvissuto in casa lo si trova sempre.

A confermare questo trend un sondaggio di Confesercenti-SWG, secondo cui la calza della Befana quest’anno sarà un po’ più vuota. La spesa media per dolci e doni è in calo del 12% rispetto allo scorso anno. La calza di dolci continua comunque a essere il dono preferito: quest’anno la sceglierà il 30% degli italiani. Ma cresce anche la percentuale di chi non farà doni. Il 54% degli italiani non regalerà né calza né altro. Un dato in leggero aumento (+2%) rispetto a quello registrato lo scorso anno.

A Benevento, città delle Streghe, come da tradizione, dopo Capodanno, nelle piazze principali appaiono le bancarelle con calze, dolciumi e qualche giocattolo. Ma di gente che compra se ne vede poca.

Eppure fino a prima della seconda guerra mondale, quando il nordico Babbo Natale scese con la sua slitta fino all’italico stivale, era lei, la vecchietta sulla scopa, l’unica a portare doni ai bambini, che per l’occasione appendevano una calza la camino. Mezza fata e mezza strega, la Befana, il cui nome deriva dal greco ‘Epiphaneia’ (manifestazione, apparizione), ha un’anima contadina. E’ un personaggio che, come tante “vecchie” o “comari secche” che compaiono in diversi riti e feste popolari, rappresentava la natura invecchiata e rinsecchita che arrivava a dispensare gli ultimi doni. Spesso alla Befana veniva anche attribuito un marito, che non era certo babbo Natale, anzi era poi l’orco o “l’uomo nero” delle fiabe.

Quella vecchietta, insomma, era persona da doversi tener buona. Anche perchè a differenza di Babbo Natale pronto a chiudere un occhio sulle marachelle dei più piccoli e a premiare tutti con doni, la Befana ha una bilancia della giustizia molto più sensibile. Così chi ha fatto il cattivo, invece di dolci, caramelle e cioccolata, corre il rischio di trovare cenere e carbone nella sua calza. Strega o fata, la Befana alla fine è per tutti solo una simpatica vecchietta che con la sua scopa si porta via tutte le feste.

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