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Prima assemblea dei Democratici dell’Alto-Sannio: “Puntare su turismo, agroalimentare, artigianato e rinnovabili”

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Si è tenuta presso il Circolo PD di Molinara la prima Assemblea dei Democratici dell’Alto-Sannio per deliberare circa l’approvazione dello Statuto del Coordinamento ed il connesso Documento Politico.

Alla presenza di nove circoli territoriali dei comuni di Baselice, Castelfranco in Miscano, Colle Sannita, Foiano di Val Fortore, Molinara, Montefalcone di Valfortore, Reino, S. Bartolomeo in Galdo e S. Giorgio la Molara è stata approvata la carta fondativa dei Democratici dell’Alto-Sannio che prevede l’adesione dei vari circoli attraverso specifica delibera delle assemblee degli iscritti per poi giungere immediatamente dopo all’elezione, in seduta plenaria, del Coordinatore Territoriale.

Si tratta di un primo passo, altri circoli potranno aggiungersi con specifico atto deliberativo delle rispettive assemblee.

La visione politica che gli alto-sanniti intendono richiamare e riporre in campo con forza è quella legata al DNA costitutivo del Partito Democratico: la sua «vocazione maggioritaria».

Trattasi della possibilità, della volontà e dell’ambizione di lanciare una proposta di governo autenticamente riformista che sia in grado di penetrare e di essere fatta propria dall’intero paese, sia nella sua accezione geografica che sociale e produttiva. Un partito proiettato a pieno nelle dinamiche economico-politiche del terzo millennio, con la testa ed il cuore rivolti al futuro, pronto a prefigurare con passione, senso di responsabilità e lungimiranza proposte e programmi di nuovo conio rispetto ad inattuali categorie interpretative ed a correlati stantii programmi.

Il Coordinamento pertanto «vuole innanzitutto raccogliere, confrontare, selezionare, aggregare e talora produrre conoscenza sul «che fare» dell’azione di governo locale attraverso un confronto, informato, acceso, aperto e ragionevole, nei luoghi del territorio, fra iscritti, simpatizzanti e altri singoli o membri di associazioni, genuinamente indipendenti (F. Barca 2013)».

A questa azione si accompagna quella di trasferire questa conoscenza attraverso tutti i possibili strumenti agli amministratori locali, per sostenere e sollecitare il processo decisionale degli organi di governo del proprio territorio, e alla classe dirigente che il partito ha concorso a far eleggere o nominare negli organi dei livelli superiori di governo.

Ma di quale tipo di conoscenza e per andare in quale direzione intendono occuparsi i democratici dell’Alto-Sannio? Lo statuto recita: « il coordinamento si propone di conferire rappresentanza unitaria alla comunità dei democratici locali elaborando proposte e programmi che, sulla base di una lungimirante cooperazione, contribuiscano fattivamente alla crescita socio-economica dell’Alto-Sannio. Tale coordinamento risponde pertanto all’indifferibile esigenza di prospettare un comune percorso di sviluppo quale unica possibile alternativa al cronico sottoutilizzo di queste aree».

Sappiamo bene come la situazione dell’Alto-Sannio sia peggiore rispetto a quella del resto della Provincia e della Regione Campania perché, ai noti problemi congiunturali (la crisi), si aggiungono le criticità storiche di un tessuto economico molto debole. Ricordiamo il gap infrastrutturale mai colmato che, unitamente ad una politica territoriale non sempre lungimirante, ha reso l’economia alto-sannita più debole rispetto ai suoi competitors. Nonostante questi cronici fattori di debolezza, il territorio presenta ancora potenzialità. Conseguentemente, le risorse pubbliche disponibili per interventi di politica industriale vanno indirizzate in modo mirato, quasi chirurgico. I settori economici su cui puntare sono:

· Il Turismo rispetto al quale il territorio ha ancora una potenzialità inespressa. Possono essere valorizzare risorse rurali, gastronomiche, storiche, culturali e religiose, oltre che ambientali. Occorre una politica promozionale adeguata, anche sui mercati esteri, in grado di ridurre il gap di internazionalizzazione che affligge il turismo provinciale (andrebbero immaginate anche forme di turismo legate alla visita dei parchi eolici).

· La filiera Agroalimentare, importante vocazione produttiva del Sannio, che va rilanciata, da un lato, prevedendo strumenti in grado di abbattere alcuni costi magari incentivando le imprese ad aggregarsi in gruppi unici di acquisto, dall’altro, puntando con decisione sulla qualità e la tipizzazione dei prodotti.

· Artigianato tipico, ma anche manifatturiero ed edile da rilanciare con politiche mirate ad accrescere la competitività strutturale.

· Fonti Rinnovabili. È evidente, al di là di alcuni passati abomini dovuti soprattutto alla mancanza di una «visione d’insieme», come le fonti rinnovabili in generale e l’eolico nello specifico abbiano rappresentato e tuttora rappresentino per queste terre una rara opportunità. Fatte salve le più intelligenti prerogative ambientali andrebbero celermente superati alcuni gap infrastrutturali che costituiscono degli illogici «colli di bottiglia» per sfruttare appieno persino le potenze già installate (es. rete di alta tensione).

Accanto alle politiche di settore, occorre affiancare interventi mirati a promuovere la crescita dimensionale di un tessuto produttivo ancora eccessivamente imperniato sulla micro impresa isolata e troppo polverizzata per fornire elementi di vantaggio competitivo.

Resta tuttavia e primariamente un obiettivo di più ampio respiro che il coordinamento deve perseguire, ovvero interpretare una necessità storica ed una «opportunità vs minaccia» economica con lo scopo di immaginare ancora delle chances per queste terre. Tentare di invertire quello che ai più appare un inesorabile declino ed attivarsi con poche ma mirate politiche tutte convergenti verso quelle rare possibilità di progresso che si presentano.

È quindi necessario dismettere gli abiti di inattuali campanilismi ed iniziare a rappresentarsi concretamente, anche sulla base degli indirizzi normativi che spingono i piccoli comuni a consorziarsi, come mettere insieme le nostre tante debolezze per immaginare delle opportunità.

È evidente che se noi saremo in grado di prefigurare gli indirizzi di governo dei comuni delle aree interne potremo giungere pronti ai cambiamenti che inevitabilmente si produrranno, smettendo finalmente di «giocare in difesa».

In questo quadro, che è storico e politico ad un tempo, il coordinamento dei democratici dell’Alto-Sannio, dovrà anche conquistarsi la rappresentanza coerente con la qualità del lavoro che saprà mettere in campo. Abbandonando le logiche faziose e puntando a rappresentarci avendo, – come l’Angelus Novus di Walter Benjamin – «nostalgia di futuro».

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