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Telese Terme al voto, sfida Caporaso-Bozzi per l’amministrazione del futuro

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C’è un’aria particolare a Telese Terme in questa primavera 2026. Non è solo la consueta attesa per la stagione turistica che bussa alle porte, ma è il fermento di una comunità che si prepara a decidere il proprio volto per il prossimo quinquennio. Le elezioni comunali del 24 e 25 maggio non sono una semplice conta di voti, ma un vero scontro di visioni tra due candidati che interpretano il ruolo di Sindaco in modo diametralmente opposto.

Giovanni Caporaso, sindaco uscente e leader della lista “Tutti Telese”, si presenta al giudizio dei cittadini forte di un tesoretto di risultati che definisce “senza precedenti”. La sua narrazione è quella della concretezza: oltre 11 milioni di euro di finanziamenti intercettati tra PNRR e fondi regionali, un primato turistico che vede Telese svettare nel Sannio con 32mila pernottamenti annui e una macchina amministrativa che ha saputo reggere l’urto delle crisi globali. Per Caporaso, il futuro è già iniziato. Il suo programma non promette rivoluzioni, ma il completamento di una trasformazione: la creazione di un Ufficio per la Pianificazione Strategica (UPS) per gestire la complessità dei nuovi cantieri e il consolidamento della DMO (Destination Management Organization) per rendere il turismo professionale e non più episodico. La sua è una “politica del fare” che punta a stabilizzare i risultati ottenuti.

Dall’altro lato del campo, Franco Bozzi e la sua lista “Appunti per Telese” propongono una narrazione alternativa. Bozzi non mette in discussione solo i risultati, ma il “metodo” con cui sono stati ottenuti. Per lo sfidante, Telese ha sofferto di una mancanza di pianificazione a lungo termine, lasciando spazio all’improvvisazione. L’idea cardine di Bozzi è il Piano Strategico della Città: non un documento calato dall’alto, ma una “costituzione cittadina” scritta insieme alle associazioni e ai residenti. Bozzi parla di “ordinaria straordinarietà”: rimettere al centro il decoro urbano, il superamento delle barriere architettoniche (attraverso il PEBA) e una mobilità che non lasci indietro nessuno, grazie a un sistema di minibus elettrici che colleghi le periferie al cuore della città.

Se c’è un punto su cui i due candidati convergono è l’identità di Telese come “Città dell’Acqua”, ma le ricette per valorizzarla divergono. Caporaso punta su progetti specifici, come il rilancio del Lago (già finanziato con 1,5 milioni) e la valorizzazione del Parco delle Terme. Bozzi risponde con una visione più “green” e sistemica: il progetto delle “Acque mobili”, un corridoio ecologico che unisca il torrente Seneta alle sorgenti, trasformando la natura in un’infrastruttura di benessere diffuso.

Sul fronte commerciale, la sfida è vitale. In un centro che lotta contro le saracinesche che si abbassano, Caporaso punta sul Distretto Commerciale “Valle Telesina” e sulla digitalizzazione. Bozzi, invece, cerca di stimolare il ricambio generazionale proponendo sgravi fiscali per chi apre nuove attività (giovani e donne) e sportelli di consulenza per l’autoimpiego.

Il verdetto finale spetterà ai cittadini. Sceglieranno la rassicurante gestione di Caporaso, che rivendica la capacità di “portare i soldi a casa” e la stabilità dei conti? O si lasceranno affascinare dalla promessa di Bozzi di una città più partecipata, più curata nei dettagli e meno centrata sull’accentramento decisionale?

Ciò che è certo è che Telese Terme sta vivendo una stagione di maturità politica. Non si parla più solo di marciapiedi o lampadine, ma di pianificazione strategica, coesione sociale e proiezione europea. Il 24 e 25 maggio, Telese non sceglierà solo un Sindaco, ma deciderà quale idea di futuro abitare.

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