Comune di Benevento
Inquinamento Calore, il Comune scrive agli enti preposti: “Rimuovere le carcasse e verificare i rischi sanitari”
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Il Comune di Benevento interviene sulla vicenda dell’inquinamento del fiume Calore e sulla moria di fauna ittica registrata dallo scorso 26 luglio, ribadendo di aver attivato sin dalle prime ore tutte le procedure necessarie per fronteggiare l’emergenza ambientale.
Il sindaco Clemente Mastella, in risposta alla lettera inviata da Giuseppina Fontanella, co-portavoce provinciale di Europa Verde-Verdi Benevento, e da Anna Maria Mollica, segretaria del Circolo di Sinistra Italiana, ha chiarito che l’amministrazione si è immediatamente attivata coinvolgendo gli enti competenti, tra cui Carabinieri Forestali, Arpac e Asl, per effettuare gli accertamenti necessari a individuare la natura del fenomeno.
Parallelamente, attraverso il Settore Ambiente, Palazzo Mosti ha richiesto interventi urgenti alla Regione Campania, alla Provincia di Benevento, all’Asl e all’Arpac. In particolare, agli enti territoriali è stato chiesto di coordinare la rimozione, il trasporto e il corretto smaltimento della fauna ittica morta presente lungo il corso d’acqua, mentre all’Asl è stato sollecitato un sopralluogo per valutare le conseguenze igienico-sanitarie legate alla decomposizione delle carcasse.
Una situazione che, secondo quanto evidenziato dal Comune, continua a rappresentare una criticità ambientale: numerosi pesci morti risultano ancora presenti sulle sponde e sulla superficie del fiume, con accumuli anche nella zona del Ponte Vanvitelli, determinando possibili problemi per la salubrità dell’area.
All’Arpac è stato invece chiesto di proseguire con urgenza i campionamenti sulle acque e sui tessuti della fauna ittica, così da individuare gli agenti chimico-fisici che hanno provocato la moria e contribuire all’individuazione delle eventuali fonti di contaminazione.
“Da quanto innanzi esposto – dice il primo cittadino – emerge in tutta evidenza che il sottoscritto, nell’ambito delle competenze che la legge gli riserva in materia di tutela ambientale e sanità pubblica, ha attivato sollecitamente tutte le azioni per fronteggiare l’emergenza connessa all’inquinamento del fiume ed alla conseguente moria della fauna ittica.
Per quanto concerne la richiesta di adozione di provvedimenti contingibili ed urgenti si evidenzia che tali strumenti, del tutto eccezionali ed aventi rigorosi limiti applicativi in base alla vigente normativa, non possono essere impiegati per sostituirsi a competenze appartenenti ad altri plessi istituzionali, men che meno allorquando sussistono attività e verifiche in itinere che non hanno ancora completato il proprio corso.
Per di più, in mancanza di accertamenti definitivi di carattere sanitario ed ambientale di spettanza dei soggetti tecnici preposti, l’Autorità Sindacale, in ogni caso, non disporrebbe degli elementi istruttori necessari da porre a fondamento dell’esercizio del potere straordinario di ordinanza.
Nonostante la materia esuli, come ampiamente dimostrato, dalle competenze del Sindaco e ricada su altri Enti, l’Amministrazione continuerà a svolgere una vigilanza attiva del fenomeno verificatosi, sollecitando tutti i soggetti istituzionali competenti a monitorare continuamente la situazione a tutela della salute pubblica”.




