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POLITICA

Rimpasto in Giunta: fuori Bello e Falato, Cimitile punta sui tecnici

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Il presidente della Provincia punta sui tecnici per ridisegnare il volto della sua giunta. I nomi sono quelli di Maria Felicia Crisci, già preside del Liceo Classico Giannone, che riceverà le deleghe della Cultura e Turismo; e Romeo Melillo in passato dirigente di staff dell’osservatorio della Regione Campania ai lavori pubblici, che riceverà le deleghe appartenute all’assessore Bello.

Un rimpasto annunciato i microfoni di NTR24 già due giorni fa, quando Cimitile si dichiarò pronto prendere una decisione, che “non poteva essere più rimandata”: revocare dalle cariche Gianvito Bello e Carlo Falato. L’ormai ex assessore alla cultura ha però giocato sul tempo, consegnando la sua lettera di dimissioni prima della pubblicazione del decreto di revoca.

Arriva così all’epilogo anche la vicenda di Gianvito Bello, privato delle sue deleghe dal 9 agosto 2012, ma non del ruolo. Tra le ragioni della decisione, si disse, vi erano acredini e divergenze tra il partito di Cimitile, il Pd e quello di Bello, l’Api. Il rapporto tra i due partiti aveva iniziato a mostrare segni di cedimento già poco tempo dopo le elezioni amministrative di Benevento, alle quali avevano partecipato come alleati. Un’unione, in realtà, quella tra i due partiti, nata già con difficoltà. 

Nella primavera 2011 se il PD cercava di unire le fila per opporsi all’allenza Mastella, Viespoli, Santamaria, l’Api si intratteneva sui tavoli del costituendo terzo polo. Malgrado i numerosi incontri tra i segretari del PD e dell’Api, i rutelliani dissero si al matrimonio con i democratici solo l’ultimo giorno di marzo 2011, dopo il “via libera” da Roma.

Nel corso delle settimane, quel matrimonio, nato su basi un po’ traballanti, ha iniziato a dare segni di cedimento, malgrado gli esponenti sanniti dell’Api non perdessero occasione per ricordare ai democratici l’antica frase della diplomazia: pacta sunt servanda. Un monito con risvolto bifronte. Non solo incondizionato appoggio alla coalizione da parte dell’Api, ma in cambio del si al matrimonio con il PD, il partito di Bello reclamava la sua dote: la vicepresidenza della Provincia di Benevento, già assessore della giunta Cimitile. Una promessa non solo mai mantenuta, ma anzi oggi, con la revoca dell’assessore Bello, cancellata per sempre.

Passano i mesi. Aumentano i mal di pancia. L’Api, che dall’alleanza con il Pd aveva comunque ottenuto al Comune di Benevento un assessorato come quello all’urbanistica e al puc, poi perso per il passaggio dell’assessore Aversano al PD, andava avanti nella sua volontà di far rispettare il patto capitolino.

Come in tutti i matrimoni in crisi, arriva il momento della rottura. Il rapporto tra i due partiti precipita nel corso dell’estate 2012: il PD fa blocco quasi unico a Palazzo Mosti, l’Api perde pedine. Sulle pagine di cronaca tiene banco la questione della messa in liquidazione di ArtSannio, creatura di Gianvito Bello. L’Api continua a chiede rappacificamenti al PD. A scrivere la parola fine una nota della segretaria provinciale dei democratici. La goccia che fa traboccare il vaso è l’assenza del consigliere Mario Cangiano, al consiglio comunale sul bilancio di fine luglio.

Pochi giorni dopo il 9 agosto Cimitile toglie le deleghe a Bello. Ma Bello non ci sta a da essere scaricato solo con la formalità delle parole contenute nel decreto del Presidente. Iniziano così le richieste di chiarimenti al Partito Democratico. Ma il PD ha sempre minimizzato, rispondendo picche a tutte le richieste di Bello.

Passano le settimane, alle primarie del centrosinistra partecipano con i loro rispettivi rappresentati Tabacci e Bersani. Il 5 novembre ai microfini di Ntr24 il segretario provinciale del PD, Erasmo Mortarulo dichiarava che, in merito alla frattura con l’Api, “a livello provinciale le cose sono assolutamente superate visto anche il riordino delle Province e le cose che stanno accandendo in queste ore”.

Si conferma l’allenza anche per le elezioni del 24 e 25 febbraio. Ma la tensione resta e, anzi, aumenta. L’ultimatum pochi giorni fa, in casa della nuova compagine del Centro Democratico. 48 ore per fare chiarezza nei rapporti con il PD. Richiesta ancora una volta glissata dai democratici.

Dopo poco più di 48 ore invece di una riappacificazione arriva il colpo di grazia: con una campagna elettorale appena iniziata, Cimitile revoca Bello dal suo ruolo di assessore provinciale. La risposta alla decisione del Presidente della Provincia del partito Democratico, dell’esponente sannita del Centro Democratico, Gianvito Bello, arriverà nel corso di una conferenza stampa nella mattinata di domani, alle ore 12.30, presso l’Hotel President di Benevento. Saranno presenti Gianvito Bello, candidato alla Camera dei Deputati, Mario Cangiano consigliere Comune di Benevento, Mario Marotta Sindaco del Comune di Limatola e Consigliere provinciale, Salvatore Paradiso Sindaco del Comune di Bonea, Riccardo Iasiello segretario cittadino CD unitamente a amministratori locali e dirigenti di partito.

Sui due schieramenti della Rocca dei Rettori e di palazzo Mosti Gianvito, Bello può contare ancora su due pedine: Cangiano e Marotta. Bello deciderà di spostarli dallo schieramento del centrosinistra? A questo punto, a meno che l’esponente di Centro Democratico, non voglia ricevere un’altro due di picche, appare altamente improbabile una nuova richiesta di pace al PD.

 

Erika Farese

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