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Scuola

Istruzione: in arrivo la “riforma del merito”

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Venerdì 1 giugno arriverà sul tavolo del consiglio dei ministri il “pacchetto merito”, una nuova riforma del sistema scolastico italiana sulla incentrata sul merito per rendere l’istruzione pubblica competitiva e democratica. Elezione di studente dell’anno, borse di studio per i più meritevoli, stage nelle aziende sono alcune delle proposte previste nei 15 articoli del disegno di legge siglato dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo. 

Tra gli studenti che hanno superato l’esame di maturità con 100 e lode, il massimo dei voti, ogni scuola sceglierà lo “studente dell’anno”, al quale è destinata una borsa di studio aggiuntiva e la “riduzione di almeno il trenta per cento delle tasse universitarie” per il primo anno accademico. Al momento non si conoscono ancora i parametri per effettuare questa valutazione di merito. Intanto dalle prime proposte emrge che la borsa di studio non sarà correlata al reddito familiare.  Lo studente dell’anno avrà anche la carta  “IoMerito”, con sconti per musei, mostre e mezzi pubblici. Al vaglio anche per i più bravi le master class, i corsi estivi gratuiti, destinati ai primi tre posizionati nelle olimpiadi scolastiche organizzate tutti gli anni per ogni materia, dalla matematica all’italiano. 

Profumo ha proposto anche la modifica dei test universitari e dei concorsi. I test d’accesso per tutti i ragazzi che si iscrivono all’università, saranno considerati come strumento di ‘autovalutazione’ e non come estensione del numero chiuso a tutte le facoltà e uno spazio on-line in cui far incontrare studenti e aziende. Resterà infatti il numero chiuso alle facoltà che già ce l’hanno, ma si darà semplicemente agli studenti la possibilità di vedere se sono ‘tagliati’ per quel tipo di corso universitario. L’obiettivo è ridurre il numero dei ragazzi, uno su cinque, che abbandona l’università dopo il primo anno.

La riforma punta anche ad aumentare l’incontro tra studenti e imprese. Il pacchetto merito darà la possibilità agli studenti di inserire il proprio curriculum sul sito internet del ministero, tramite uno spazio apposito chiamato “portfolio dello studente”, consultabile dalle aziende.

Per contrastare le raccomandazioni e il baronaggio, il ministro prevede regole nuove anche per i concorsi universitari, per i ricercatori e i professori associati e ordinari con l’arrivo di commissioni di cinque docenti: due interni all’ateneo e due esterni (scelti per sorteggio). Il quinto dovrebbe provenire da un’università straniera dell’area Ocse, sempre selezionato a sorteggio. 

Le risorse economiche sembra che saranno prese dal fondo per l’ampliamento dell’offerta formativa e gli interventi perequativi: si tratta di 87 milioni di euro, solo in parte assegnati davvero alle scuole.

Ovviamente non sono mancate le prime perplessita dal mondo della scuola alla “riforma meritocratica”. In un’intervista su Ilsussidiario.net Giorgio Chiosso, pedagogista, mette in guardia dal valutare tutti i problemi solo sotto il profilo del merito. “La scuola è certamente un luogo dove si coltivano le intelligenze migliori ma dove non si deve dimenticare le difficoltà di quei ragazzi che fanno più fatica, non perchè questi ultimi siano meno dotati o meno capaci ma perchè hanno, magari, meno possibilità sociali, culturali e familiari.” 

“L’altro rischio – commenta Chiosso – è costituito dal fatto che, dopo essere passati attraverso una specie di ideologia ugualitaria, non si passi improvvisamente ad un’altra convinzione, la meritocrazia più spinta.
Valutare un istituto sul numero dei bocciati mette in svantaggio quelle scuole che si trovano in contesto sociali difficili.”

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