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Miasmi, nuove segnalazioni nel Sannio: il Comitato chiede verifiche e risposte sulla provenienza degli odori
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A una settimana dall’incontro con l’Amministrazione comunale e a quasi venti giorni dalla data indicata per il completamento delle operazioni di svuotamento delle lagune aperte e di rimozione delle matrici organiche individuate come principale causa del disagio, il Comitato Civico Territoriale San Domenico e Aree Limitrofe torna a fare il punto sulla situazione.
Negli ultimi giorni, in diverse zone, le segnalazioni di miasmi erano sensibilmente diminuite. Un dato accolto con favore dal Comitato, che ribadisce come l’obiettivo non sia dimostrare a ogni costo l’esistenza del problema, ma verificare che venga effettivamente e definitivamente risolto.
La giornata di oggi, tuttavia, ha riportato l’attenzione sulla vicenda. Nel pomeriggio, nell’arco di meno di un’ora, sono arrivate nuove segnalazioni da via Padre Pio, dalla zona Mosti e da contrada San Domenico, dove alcuni residenti hanno riferito di aver percepito un odore particolarmente intenso.
Il Comitato – scrive il presidente Salvatore D’Andrea – precisa di non voler attribuire autonomamente la provenienza dei singoli episodi, né di volersi sostituire agli organismi tecnici deputati all’individuazione delle sorgenti. Proprio per questo, da settimane, viene chiesto di superare una logica basata su controlli occasionali e di procedere con verifiche coordinate e continuative, effettuate anche durante l’effettivo manifestarsi del fenomeno.
Un passaggio considerato importante dal Comitato era stato l’incontro del 30 settembre con l’Amministrazione comunale. In quella sede erano state illustrate le iniziative già formalmente assunte nei confronti degli enti competenti, chiedendo al Comune di sostenerle e accompagnarle sul piano istituzionale, oltre a farsi parte attiva nel coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti.
Secondo quanto riferito dal Comitato, l’Amministrazione aveva accolto questa impostazione, manifestando la disponibilità a sostenere il percorso avviato e concordando una sede permanente di confronto e monitoraggio sulla vicenda.
Alla luce delle nuove segnalazioni registrate oggi, il Comitato ha quindi ritenuto necessario aggiornare nuovamente la Procura della Repubblica e gli enti competenti, trasmettendo la nuova segnalazione anche al Comune di Benevento.
Le richieste del Comitato riguardano diversi aspetti della situazione ancora da chiarire.
In particolare, viene chiesto di verificare: lo stato e le condizioni di conservazione delle biomasse ancora presenti nel sito; l’effettiva collocazione dei circa 100 metri cubi di matrice semisolida che la società aveva comunicato di voler trasferire all’interno dell’impianto; lo stato dei teli delle lagune e delle superfici sottostanti; l’eventuale necessità di effettuare controlli sul suolo, nel sottosuolo e sulle falde; soprattutto, la sorgente effettiva dei miasmi che continuano a manifestarsi.
È proprio quest’ultimo punto, secondo il Comitato, a richiedere un approfondimento tecnico in grado di fornire risposte certe sulla provenienza degli odori. Particolare attenzione viene riservata anche alla questione dei teli presenti sulle lagune.
La società, riferisce il Comitato, ha rappresentato di non poter procedere alla loro rimozione in assenza di una preventiva determinazione dell’Autorità giudiziaria.
Il Comitato chiede quindi che venga chiarito se e con quali modalità sia possibile autorizzare, anche in costanza di sequestro, una rimozione controllata dei teli, consentendo l’ispezione delle superfici sottostanti e, qualora necessario, l’esecuzione di campionamenti ambientali.
Una precisazione viene ritenuta fondamentale: il Comitato afferma di non sostenere che vi sia stata una contaminazione. La richiesta è, invece, quella di verificare che tale eventualità non si sia verificata.
È proprio su questo punto che, durante l’incontro del 30 settembre, era stato chiesto al Comune di mettere a disposizione il proprio peso istituzionale per favorire il coinvolgimento degli enti competenti.
Ora, secondo il Comitato, quella disponibilità deve tradursi in iniziative concrete. Nella nota di D’Andrea si ribadisce di non voler alimentare polemiche né contrapposizioni.
La richiesta è quella di procedere con atti, verifiche, coordinamento e tempi certi. Nel frattempo continuerà la raccolta delle segnalazioni dei residenti, zona per zona, con l’indicazione di orario, intensità e durata del fenomeno, così da mettere a disposizione degli organismi tecnici un quadro il più possibile puntuale degli episodi registrati.
La diminuzione dei miasmi osservata negli ultimi giorni viene considerata un elemento positivo. La loro ricomparsa, tuttavia, dimostra secondo il Comitato che la vicenda non può ancora essere considerata conclusa.
A quasi venti giorni dalla data indicata per la conclusione delle operazioni sulle lagune, resta dunque una domanda alla quale il Comitato chiede che siano date risposte attraverso accertamenti tecnici: da dove provengono ancora i miasmi? È questa, conclude il Comitato, la questione centrale sulla quale concentrare le prossime verifiche. Non sulle dichiarazioni, ma sui riscontri tecnici e oggettivi dovrà essere misurata l’evoluzione della vicenda.




