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Calcio

Stamane il via agli interrogatori, tocca a Paoloni

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(di Matteo Guidelli) – Un ”secondo livello” che si occupava della serie A, composto da personaggi che ruotano attorno al mondo del calcio ben piu’ famosi e ‘pesanti’ rispetto a quelli finiti in carcere e nel quale non e’ escluso vi possa essere il coinvolgimento della criminalita’ organizzata: investigatori ed inquirenti che hanno scoperchiato l’ennesimo scandalo del pallone, hanno ben chiaro dove potrebbe portarli l’indagine sulle scommesse che ha gia’ consentito di appurare quanto i campionati di B e Lega Pro siano stati falsati. Ma al momento non hanno le prove.

Bloccato il meccanismo, dunque, l’obiettivo e’ ora quello di ricostruire con precisione cosa e’ accaduto in questi sei mesi e, soprattutto, in quelli precedenti la denuncia dell’ad della Cremonese Sandro Turotti, che ha dato il via all’indagine. Perche’, e’ la convinzione di chi indaga, il sistema era ben collaudato e funzionava da tempo. Ci sono situazioni, scrive non a caso il Gip Guido Salvini nell’ordinanza con cui ha disposto l’arresto per 16 tra calciatori, ex calciatori, titolari di agenzie di scommesse e scommettitori, ”che pongono dubbi e implicano verifiche”. Vi e’, in sostanza, ”l’esigenza di ricostruire quali altre partire siano state truccate” da un ”meccanismo oliato” alla perfezione.

Piu’ di una risposta, inquirenti e investigatori, sperano di averla dagli interrogatori di garanzia dei sette finiti in carcere, che inizieranno stamane. Tra i primi sara’ sentito Marco Paoloni, il portiere della Cremonese e poi del Benevento che mise il Minias nell’acqua dei suoi compagni per ‘addormentarli’ e fargli perdere la partita con la Paganese. Componente fondamentale dell’organizzazione, Paoloni e’ pero’ anche vittima delle minacce degli altri indagati dopo il flop di Inter-Lecce. Dunque non e’ escluso che parli, facendo nomi e raccontando quando e da chi e’ stato ”agganciato”. Anche l’aver ipotizzato il reato di associazione a delinquere finalizzato alla frode sportiva, e’ stata una scelta ben precisa. Che consente una custodia cautelare ampia. ”Questi non sono banditi – dice un investigatore – e non sopporterebbero una detenzione prolungata come i veri delinquenti”.

Altre risposte importanti gli inquirenti le attendono sia dalle verifiche avviate sui flussi di denaro in entrata e in uscita sui conti degli indagati, anche per capire se determinati stock di soldi abbiano una provenienza illecita, sia dagli accertamenti su ricevute di scommesse, pc e assegni sequestrati ieri nelle abitazioni degli arrestati. La speranza e’ che saltino fuori i collegamenti, o meglio ancora i nomi, di personaggi fin qui rimasti nascosti.

Certo e’ che, ragiona un investigatore, se dovesse venire veramente alla luce l’esistenza di un ”secondo livello” che coinvolge la serie A, allora non si puo’ escludere il coinvolgimento della criminalita’ organizzata. ”Al momento non ci sono prove, ma se un livello superiore esiste – dice – allora dobbiamo cambiare tipologia di lavoro. Perche’ determinati tipi di meccanismi che consentono di pianificare i risultati in certe categorie, non lo consentono in altre”. Il che significa che ”se ci sono stati dei movimenti, questi devono esser stati fatti con cifre diverse e ben piu’ significative di quelle emerse finora. E dunque e’ molto probabile un coinvolgimento della criminalita’ organizzata, l’unica che puo’ permettersi di movimentare certe cifre”. Esattamente quello che ha scritto il giudice Salvini nell’ordinanza: l’organizzazione scoperta rappresenta ”terreno fertile per l’insinuazione di elementi di una criminalita’ organizzata ai più alti livelli”. (ANSA)

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