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CULTURA

‘Palazzo Polvere ritorni ad essere il salotto buono del paese’

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Da Lucia Gangale riceviamo e pubblichoamo.
“Molte volte, considerando la completa decadenza di Palazzo Polvere, situato a corso Margherita in Pago Veiano, mi chiedo come le varie amministrazioni che si sono succedute non abbiano mai capito che occasione (sprecata) hanno avuto per le mani. Questa struttura in completa decadenza, per la quale ogni tanto si è parla di fondi intercettati e poi stornati altrove (vedi piscina comunale), a mio parere potrebbe essere davvero il punto qualificante per il rilancio turistico-culturale di Pago Veiano.
Una volta era il salotto buono del paese. Vi si riuniva il ceto borghese e quello nobiliare. Nelle sere d’estate, almeno fino agli anni Cinquanta, gentiluomini, maestre, ufficiali, impiegati, si radunavano nello spiazzo antistante a parlare di tutto di più. La foto riprende la fiduciaria scolastica Maria Palmiotti Casalbore, seduta ed attorniata da giovani maestre, in un momento di relax proprio davanti quel palazzo oggi in completo disfacimento: tetto sfondato, facciata fatiscente, transenne sul davanti.
Anni fa uno mi fu detto dalla moglie di Pierluigi Ruffo, uno dei proprietari del Palazzo (scomparso da alcuni anni) e padre di Alfonso, attuale direttore responsabile del “Denaro”, che suo marito avrebbe desiderato donare la sua parte al Comune, pur di riportare alla vita quella struttura abbandonata e farne qualcosa di buono.
E poiché io sono un’inguaribile sognatrice, nonostante il deserto cui questo paesino è da sempre condannato, molte volte mi sono figurata la destinazione d’uso di questa imponente struttura, che fu di proprietà del senatore del Regno, Nicola Polvere, il quale ricoprì anche l’incarico di Presidente della Provincia di Benevento.
Un Istituto scolastico. O meglio, due: Arte Bianca su un’ala e Liceo Artistico sull’altra.
Un Istituto di Arte Bianca è una scuola dove si impara l’arte pasticcera. Ma da solo non basta. Occorre affiancare l’arte pasticcera al controllo qualità, a studi mirati sul turismo e stage per i giovani. Se ingrana, l’istituto potrebbe fornire catering, dolci e leccornie a tutta la provincia, ed anche organizzare pranzi e colazioni di rappresentanza, meglio se legati a qualche evento particolare. Penso ad istituti all’avanguardia per offerta didattica di qualità, servizi, strutture (aula informatica, biblioteca, laboratori).
L’altro, un Liceo Artistico che possa intercettare anche giovani dalle disagiate zone del Fortore semidimenticato da sempre, i quali, piuttosto che sobbarcarsi ore di viaggio per raggiungere il capoluogo o, male che vada, il Molise, preferiscono gli istituti più vicini, anche se magari non proprio in linea con le loro aspirazioni o attitudini. E quali materie potrebbero imparare qui? Beh, oltre a quelle canoniche del ramo scientifico e umanistico, disegno, pittura, restauro, grafica, storia dell’arte, storia dei media, scultura, cinema, fotografia, estetica, illustrazione, design e architettura, urbanistica, scenografia.
Sul retro della scuola un parco già vagheggiato inutilmente da alcuni amministratori, e, come al solito, mai realizzato.
E perché penso a due istituti, così vicini eppure così diversi?
Perché se non ammettiamo che la formazione, la cultura, la scuola, i giovani, sono l’unico vero patrimonio di ogni Paese, tutti i bei discorsi sulla società e sulla politica servono a poco o niente. E poi la formazione e la cultura, per penetrare nei territori e trasformarli in positivo, deve essere ricca e variegata.
Purtroppo qui non abbiamo un Diego Della Valle, anche se ne avremmo tanto bisogno.
Sono consapevole che realizzare questo sogno richiederebbe uno sforzo collettivo e fondi ingenti. Trattative istituzionali e presa di contatti con tutti i possessori che vedono giorno per giorno andare in rovina una struttura di cui più nemmeno si curano da anni.
Forse anche una sottoscrizione di fondi per recuperare questo che potrebbe essere un bene per la collettività.
Io, scusatemi, ci ho provato. Ci sarà mai qualcuno, nella storia di questo paese, a pensare per una volta veramente al bene di tutti e non ad alimentare il deserto?”

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