POLITICA
Moretti replica a NdC: “Nessun rancore di fronte a tanta banalità e nemmeno paura”
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“Premetto che non provo nessun rancore per la povera nota scritta da Noi di Centro. Provo invece tanta tenerezza, perché il lavoro del “mastelliano di ferro” deve essere un mestiere duro ed estenuante, se non sei nella fortunata condizione di essere un suo parente devi solo seguire il pensiero del capo, e se la pensi diversamente non sei più un mastelliano”. Così in una nota Angelo Moretti, consigliere di Civico 22
“La città ha già risposto alla nota con un’ondata di sdegno e di distinguo, anche se non manca chi è cascato nella trappola del “così fan tutti”. Ed è per questo che quella nota offensiva per l’intelligenza dei beneventani, seppure così povera di contenuti che non meriterebbe altre repliche, chiede una reazione anche da parte mia che ne sono il destinatario diretto .
Primo. Civico22, ed io come consigliere comunale della nostra forza civica, non ha espresso alcuna posizione giustizialista, né siamo interessati ad esprimerla, nemmeno se dovesse arrivare una condanna in futuro. Noi abbiamo espresso, e continueremo ad esprimere con ancora più forza di ieri, l’urgenza di una discussione politica in Consiglio Comunale. Una discussione che non ha al centro il presunto reo, che va sempre rispettato ai sensi di basilari principi di civiltà e costituzionali, ma il sistema di prevenzione della corruzione internamente alla macchina comunale.
Secondo. Il partito di Mastella accostando Santamaria ad una persona che ha già scontato una condanna gli fa evidentemente un torto di non poco conto, a meno che in quel partito le persone non sappiano qualcosa in più di noi cittadini comuni e consiglieri comunali, ed allora avrebbero il dovere di parlare.
Terzo. Il presunto reato di Santamaria, che ha avuto la conseguenza immediata delle sue dimissioni da dirigente, ed il reato accertato di un mio caro amico come don Nicola, non hanno nulla in comune, proprio nulla. Una fattispecie attiene alla sfera della concussione ed allarga lo spettro su tutto l’apparato burocratico della casa comunale ( per l’ovvia considerazione che Santamaria non poteva velocizzare le pratiche edilizie senza l’aiuto di altri): se la mazzetta risulterà vera ( e le dimissioni immediate fanno intuire che qualcosa di grave è successo), non servirà a nulla la condanna di un dirigente. È urgente intervenire tempestivamente per evitare il ripetersi di comportamenti che ledono i cittadini, come l’avvocato della vittima, Roberto Prozzo, ha già segnalato in una nota passata troppo in sordina. Il rischio che si corre altrimenti è che chi denuncia venga perseguitato da un sistema che continua a vivere nonostante Santamaria sia oggi in carcere in regime cautelare. Il reato commesso da don Nicola, invece, non ha nulla a che vedere con la sua funzione di ex direttore della Caritas , come la magistratura ha ampiamente accertato. Ed i soldi trovati in casa sono stati tutti riconosciuti come legittimi ed attribuiti sia alla parrocchia che a don Nicola stesso, e sono stati riconsegnati ai legittimi proprietari dalla magistratura stessa. Per cui il paragone fatto è un grande buco nell’acqua e se io fossi accanto a don Nicola gli suggerirei di querelare subito chi lo ha messo oggi alla gogna su un fatto che non ha alcuna rilevanza penale.
Quarto. Che la discussione in consiglio comunale sia urgente l’ho ribadito anche in virtù della sbalorditiva scoperta che gli uffici dell’urbanistica erano rimasti aperti ed accessibili a chiunque durante le vacanze di Pasqua e di notte, a ridosso dell’evento della flagranza di reato, ed era un segnale evidente che la giunta comunale non avesse mosso un dito per prevenire alcunché nonostante il grave episodio.
Non è vero che così fan tutti, è vero che così fa qualcuno, ed ai beneventani, tutti, tocca decidere se lasciar correre oppure vigilare, se denunciare, dibattere, approfondire oppure fare spallucce.
Civico22 e tutto il centrosinistra, ad eccezione di Mastella, chiedono un consiglio comunale che deliberi su nuovi sistemi preventivi. Mastella vorrebbe arroccarsi nella ragione del campo largo perché evidentemente interessa più l’equilibrio delle prossime elezioni che una vera riorganizzazione degli uffici. Il problema non è il confronto aspro tra Mastella e Moretti, ma l’incontro tra una città ferita ed una città che non vuole tacere.



