Valle Caudina
Torna a Sant’Agata dei Goti la lapide di Madelgrima
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La lapide di Madelgrima rientrerà a Sant’Agata de’ Goti per essere ospitata nella Chiesa di San Francesco.
La comunicazione è giunta al Sindaco Valentino dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei.
L’iscrizione tumulare di Madelgrima è una lastra marmorea lunga 74,5 centimetri, alta 47,5 e spessa 3,5 ed è ritenuto il documento di età longobarda più importante per la storia di Sant’Agata dei Goti riferita a quel periodo.
La vicenda di questo reperto, originario della città saticulana e successivamente collocato nella chiesa di Santagatella è tornata d’attualità con l’insediamento dell’Amministrazione Valentino. Infatti con delibera di Consiglio comunale n.12 dell’11 marzo 2010 il parlamentino goto, recependo l’interesse della locale ProLoco e del suo Presidente Claudio Lubrano, dava mandato al Sindaco per attivarsi presso le opportune e deputate sedi al fine di riportare a Sant’Agata il reperto custodito nel Museo Archeologico di Napoli dove arrivò verso la metà del ‘700, probabilmente per donazione dello storico Don Francesco Daniele di Maddaloni che a sua volta aveva acquistato la lapide da Don Pietro Ciardulli, a seguito della demolizione della chiesa di Santagatella divenuta intanto (fine 1400) Sant’Agata de’ Marenis, portando il nome del suo ultimo restauratore Mons. Don Francesco de Marenis.
La lapide, di cui Fileno Rainone nel 1785 e Francesco Viparelli nel 1821 testimoniano l’esistenza riportandone la traduzione, successivamente trascritta da Carmela Russo Mailler, sarà allocata nella Chiesa di San Francesco, di proprietà comunale, sede già di numerose altre opere d’arte, nonchè della cellula archeologica che ospiterà i reperti rinvenuti sul territorio dell’antica saticula.




