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Addio a Cristina Pagnano, la storica prof del Rummo che insegnava matematica e vita. Generazioni di alunni non l’hanno mai dimenticata
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Ci sono insegnanti che entrano in un’aula, fanno lezione, interrogano, correggono compiti e poi, con il passare degli anni, diventano soltanto un ricordo. E poi ci sono professori che restano. Restano nelle parole di un ex alunno, nei racconti di una classe, in un ricordo che riaffiora a distanza di decenni. Restano perché, oltre alle materie, hanno insegnato qualcosa che non si trova sui libri. Cristina Pagnano era una di loro. Se ne è andata a 92 anni.
La scuola sannita piange una delle sue figure più amate. Storica professoressa di matematica del liceo scientifico “Gaetano Rummo” di Benevento, una vera colonna portante della scuola per decenni. Una docente capace di lasciare un segno profondo in migliaia di ragazzi, molti dei quali, ormai adulti e affermati professionisti, hanno continuato negli anni a ricordarla con affetto e riconoscenza.
Perché Cristina Pagnano non era soltanto la professoressa di matematica. Era “la prof” che riusciva a far innamorare dei numeri anche chi con formule, equazioni e teoremi aveva un rapporto tutt’altro che semplice. Lo faceva attraverso la passione, il rigore, la pazienza e quella capacità, non comune, di vedere lo studente prima ancora del risultato di un compito o del voto di un’interrogazione.
Precisa e rigorosa, chiedeva ordine e impegno. Ma sapeva essere infinitamente buona e comprensiva, soprattutto con i ragazzi che facevano più fatica, quelli che rischiavano di rimanere indietro. Era proprio con loro che la sua vocazione all’insegnamento emergeva con maggiore forza: non lasciarli soli, aiutarli a recuperare, convincerli che lo studio poteva diventare uno strumento per crescere, per costruire competenze, per scoprire possibilità che forse non avevano ancora imparato a vedere.
Dava tanto e chiedeva tanto in cambio. Ma ciò che chiedeva non era soltanto applicazione sui libri. Chiedeva ai suoi ragazzi di crescere, di diventare persone migliori, di imparare il valore dell’impegno e della responsabilità.
E forse è proprio questo che ha reso Cristina Pagnano una professoressa speciale. La sua presenza nella comunità del “Rummo” andava oltre le ore di lezione. Era una presenza attenta, partecipe, sensibile, capace di prendersi cura dei colleghi e degli alunni, di ascoltare, di condividere una gioia, anche piccola, della quotidianità. Perché la scuola, nel suo modo di viverla, non era soltanto il luogo dove si trasmettevano conoscenze. Era una comunità nella quale imparare anche a stare bene insieme. E questo insegnamento, probabilmente, è quello che più di ogni altro è sopravvissuto al tempo.
Sono passati gli anni, le classi si sono svuotate, gli studenti sono diventati uomini e donne, hanno intrapreso professioni, costruito famiglie, seguito strade lontane da quei corridoi. Ma il ricordo della professoressa Pagnano è rimasto. Anche dopo il pensionamento, generazioni di suoi ex alunni hanno continuato a parlare di lei come di un’insegnante capace di lasciare un’impronta, una di quelle figure che finiscono per diventare parte della propria storia personale. Perché quando un professore riesce a trasmettere non soltanto una materia, ma la passione per ciò che si fa, il senso del dovere, la gentilezza, l’importanza dell’ascolto e il rispetto per gli altri, la sua lezione non termina con l’ultima campanella. Continua nei progetti di vita.
Cristina Pagnano ha dedicato una vita alla scuola e ai suoi ragazzi. Lo ha fatto con il rigore della docente e la sensibilità della persona, con la convinzione che dietro ogni studente ci fosse una storia da conoscere, una difficoltà da comprendere, un talento da coltivare.
Una prof “leggendaria”, di quelle che nella memoria degli alunni sembrano quasi sfuggire alle regole del tempo. E forse, proprio per questo, anche alla morte. Perché una parte di lei continuerà a vivere nei tanti ragazzi ai quali ha insegnato a non arrendersi davanti a un problema, a cercare la soluzione, a mettere ordine nel caos di una pagina di matematica e, soprattutto, in quello molto più complesso della vita.
“Innumerevoli sono gli alunni che hai formato con cura e dedizione in un’epoca in cui non esisteva l’intelligenza artificiale e per gran parte nemmeno internet, ci siamo nutriti del tuo sapere. Penso di parlare a nome di tutti gli alunni quando dico che la tua immensa competenza, passione per la matematica e indiscutibile talento per l’insegnamento ci hanno guidati con fermezza nei percorsi scolastici e universitari ma soprattutto nella vita. Cristina, o meglio, prof. I numeri, come ci insegnavi, non hanno una fine e vanno a braccetto con l’infinito, dove sei ora. “Aver capito, non significa sapere”, “Fare male è peccato, ma fare bene è sprecato”, “I radicali sono come l’uvetta nel panettone: puoi scartare i canditi, ma l’uvetta proprio no”. Grazie Cristina. Per n->infinito”, scive Azzurra, che si firma come la ‘tua ultima alunna’.
I funerali di Cristina Pagnano si terranno oggi pomeriggio alle 16 nella Chiesa di San Rocco a Castelpagano. A salutarla ci saranno i familiari, gli amici, i colleghi e, idealmente, anche quei tantissimi ragazzi che un giorno hanno varcato la porta della sua aula e che, a distanza di tanti anni, possono ancora dire di aver avuto la fortuna di incontrare una professoressa speciale.



