ECONOMIA
Donne, innovazione e agricoltura: a Benevento la sfida per il futuro con la Comunità del Cibo
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Donne, innovazione e agricoltura. Parte da Benevento una riflessione sul futuro del settore primario, con l’obiettivo di mettere in rete competenze, esperienze e realtà del territorio.
Questa mattina, a Palazzo De Simone, il convegno “Seminare Futuro – donne, startup e innovazione per l’agricoltura che verrà”, promosso con il coinvolgimento del CREA, ha acceso i riflettori sul ruolo delle donne in agricoltura e sulle nuove opportunità offerte dall’innovazione.
Un’agricoltura che cambia e che richiede nuove competenze: tecnologia, mercato, relazioni e capacità di fare rete. In questo scenario, secondo Nadia Savino, presidente di Slow Food Benevento, le donne possono avere un ruolo determinante.
“Le donne in agricoltura possono esprimere veramente tanto. Oggi l’agricoltura è cambiata, non è più l’agricoltura di un tempo. È fatta di tecnologie, è fatta di mercato, è fatta di relazioni internazionali e credo che le donne veramente possano esprimere un valore aggiunto, il vero valore che questo settore ha bisogno”, ha detto Savino.
Dal ruolo delle donne alla valorizzazione delle produzioni locali. Al centro della giornata anche il percorso per la costituzione della Comunità del Cibo del Beneventano, un progetto che punta a creare relazioni stabili tra agricoltori, produttori, associazioni, ricerca e istituzioni.
Un percorso sostenuto dal CREA di Pontecagnano Faiano attraverso il progetto VA.PA.AGRO, coordinato dal professor Massimo Zaccardelli, che ha come obiettivo la salvaguardia delle varietà erbacee autoctone e la tutela dell’agrobiodiversità.
Le Comunità del Cibo riuniscono agricoltori custodi, aziende, ristoratori, associazioni, scuole, università e istituzioni. L’obiettivo è proteggere le varietà locali, trasmettere i saperi tradizionali e costruire filiere capaci di mantenere sul territorio il valore delle produzioni.
“Abbiamo il progetto della comunità del cibo del Beneventano che è fondata sui coltivatori custodi. Con loro andremo ad immaginare come l’agricoltura e tutti gli stakeholder del territorio possono ragionare e consumare innanzitutto il nostro cibo e poi portarlo fuori, quindi cercare di far rimanere il valore all’interno del territorio”, ha concluso Savino.
Dalla tutela delle varietà autoctone alla costruzione di nuove relazioni tra imprese e comunità: la sfida è trasformare la biodiversità e i saperi del Sannio in una risorsa concreta per il futuro dell’agricoltura e dell’economia locale.




