CRONACA
Inchiesta Comune, Santamaria all’incidente probatorio: Mastella non sapeva della raccolta dei 50mila euro
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Raccogliere denaro per finanziare un’iniziativa politica senza informare Clemente Mastella, anche con l’obiettivo di accreditarsi agli occhi del sindaco e crearsi possibili opportunità future. sarebbe questo uno dei passaggi emersi dalla ricostruzione fornita dall’ex dirigente comunale Gennaro Santamaria nel secondo appuntamento dell’incidente probatorio sull’inchiesta che coinvolge il Comune di Benevento.
L’esame dell’ex funzionario è proseguito oggi, 5 novembre, davanti alla gip Maria Amoruso. Assistito dagli avvocati Antonio Di Santo ed Ettore Freda, Santamaria ha affrontato i diversi episodi contestati, arrivando fino al capo numero 11.
Al centro dell’udienza, in particolare, il capitolo dei 50mila euro in contanti, che secondo l’ipotesi accusatoria sarebbero stati raccolti per sostenere le spese elettorali di Noi di Centro senza essere contabilizzati. Nella sua versione, Santamaria avrebbe agito senza che Mastella fosse informato della raccolta. Un’iniziativa maturata anche nella prospettiva di rafforzare il proprio posizionamento politico e di costruire, attraverso quell’impegno, possibili occasioni future. Alla vicenda si collega anche la contestazione relativa alla promessa di successive commesse a un’impresa fortorina.
Parole che confermano quanto già emerso negli interrogatori dei mesi scorsi: sulle spese ‘politico-elettorali’, infatti, Santamaria aveva già detto ai magistrati che i referenti formali del partito ‘non erano a conoscenza di questa mia attività. In particolare ricevevano queste mie contribuzioni ma non sapevano la fonte del denaro’.
Nel corso dell’esame sono stati affrontati anche gli episodi riguardanti il sindaco di San Leucio del Sannio e l’assunzione di un dipendente comunale, oltre ai rapporti legati al settore degli incarichi professionali e dei lavori pubblici. Tra i passaggi esaminati figurano i presunti pagamenti per le verifiche relative agli interventi presso l’ex scuola San Modesto.
Il primo appuntamento era stato celebrato il 3 novembre e si era concentrato soprattutto sul rapporto con il geometra Maurizio Pepe e sulla presunta richiesta di 80mila euro per nove pratiche urbanistiche. In quella circostanza Santamaria aveva escluso di aver esercitato minacce o pressioni nei confronti del professionista, sostenendo, al contrario, che fosse stato lo stesso Pepe a proporre il pagamento delle somme.
Con l’udienza odierna l’esame è dunque arrivato al capo 11. Il confronto proseguirà il prossimo 10 novembre, quando saranno affrontati gli ulteriori episodi e i restanti passaggi della ricostruzione dell’ex dirigente.


