CRONACA
Carabinieri, tre nuovi ufficiali nel Sannio. Il comandante Keten: “Estate intensa, avanti con prevenzione e controlli”
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È tempo di avvicendamenti per l’Arma dei Carabinieri nel Sannio. Come ogni anno, il mese di settembre segna la movimentazione degli ufficiali e anche quest’anno il Comando provinciale di Benevento registra tre nuovi arrivi, presentati oggi nella sede di via Meomartini. Alla guida della Compagnia di Benevento arriva il capitano Andrea Calabria, mentre il maggiore Carmine Manzi assume il comando del Nucleo Investigativo. Infine il Nucleo Operativo e Radiomobile di Montesarchio sarà guidato dal sottotenente Michelangelo Colapaolo.
“Quest’anno ho avuto il piacere di avere tre nuovi collaboratori – ha spiegato il comandante provinciale Marco Keten -. Sono ufficiali di esperienza, non sono al primo comando. Sono molto contento e sono convinto che lavoreranno bene”.
L’arrivo dei tre ufficiali si inserisce in un quadro operativo particolarmente intenso. Quella appena trascorsa, infatti, è stata un’estate impegnativa sul fronte della sicurezza. Tra le operazioni più recenti spicca il sequestro di un chilo di cocaina, un quantitativo rilevante che accende i riflettori anche sulla diffusione dello spaccio nei centri più piccoli della provincia.
“Il fatto che in piccole realtà si riescano a smerciare quantitativi di quel tipo di cocaina lascia perplessi“, ha spiegato il comandante, sottolineando al tempo stesso l’importanza dell’attività investigativa svolta dai militari. Un’operazione che, ha evidenziato, conferma la capacità dell’Arma di intercettare fenomeni di spaccio anche al di fuori dei centri maggiori.
Ma l’attività dei Carabinieri non si esaurisce negli interventi successivi ai fatti di cronaca. Al centro resta anche e soprattutto la prevenzione, attraverso una presenza costante sul territorio.
“Non dobbiamo ricordare soltanto i fatti che accadono e per i quali procediamo, ma anche quei fatti che riusciamo a prevenire e che non sapremo mai. Una prevenzione affidata anche al controllo quotidiano del territorio, alla presenza delle pattuglie e alla capacità di cogliere quei segnali che possono poi diventare oggetto di approfondimenti investigativi”.




