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Medio Calore

Apice, l’amministrazione Pepe: “Vicini agli operatori. L’opposizione ufficio riscossioni. Come sempre parlano gli atti”

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“Leggendo il comunicato del consigliere Iebba e del gruppo “Insieme per Apice”, non si può non prendere atto di un repentino cambio di rotta sulla questione dei concessionari degli immobili comunali del Centro Storico. Potremmo quasi esserne lieti, se non fosse che il comunicato diffuso prova a raccontare una realtà diversa da quella contenuta negli atti.

Fino a ieri, infatti, l’attenzione del gruppo di opposizione non sembrava rivolta alla costruzione di una proposta politica sul futuro del Centro Storico, né alla tutela degli operatori che vi svolgono attività. Al contrario, l’interesse manifestato era concentrato quasi esclusivamente sulla verifica dei pagamenti dei canoni concessori, quasi come se il ruolo della minoranza fosse quello di sostituirsi agli uffici preposti o all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Oggi, invece, si prova a rappresentare la stessa vicenda come una battaglia a difesa dei concessionari. Una posizione legittima, se fosse coerente con il percorso seguito finora. Ma così non è.

La richiesta di convocazione della Commissione Comunale Congiunta, presentata dal gruppo “Insieme per Apice”, non chiedeva affatto un confronto politico sui nuovi schemi contrattuali o sulla visione complessiva di valorizzazione del Centro Storico. Chiedeva, testualmente, di essere aggiornati “in merito ai canoni di locazione del Centro Storico di Apice” e di visionare i relativi atti, con la presenza dei responsabili degli uffici tecnico, tributi ed economico-finanziario.

Dunque, non una richiesta di discussione politica sulla gestione futura del patrimonio comunale, ma una richiesta di accesso a dati e documenti gestionali, che poteva essere tranquillamente rivolta agli uffici competenti secondo le modalità previste dalla normativa vigente. Su questo non occorre costruire una polemica politica: gli atti amministrativi sono accessibili nelle forme di legge e nessuno ha mai negato trasparenza.

Altra cosa, invece, è provare oggi a far credere che la minoranza avesse chiesto da tempo un tavolo politico sui nuovi contratti. Questa ricostruzione non corrisponde alla realtà.

L’argomento, peraltro, non nasce oggi e non è stato certo affrontato all’improvviso. La volontà dell’Amministrazione di mettere ordine nella gestione degli immobili comunali del Centro Storico era stata già manifestata da tempo, sia nelle sedi consiliari sia nelle commissioni, dove spesso la discussione è tornata proprio su questi temi. La stessa opposizione, in più occasioni, aveva posto questioni sulla situazione esistente e sulla fattibilità tecnica di una rimodulazione.

Vale la pena ricordare che la Deliberazione di Giunta Comunale n. 72, con cui sono stati dati gli indirizzi agli uffici per procedere al riordino della materia, risale al 19 giugno 2025. Parliamo, quindi, di un atto adottato un anno fa. La recente deliberazione non introduce improvvisamente una scelta politica nuova, ma approva uno schema contrattuale coerente con quegli indirizzi già formalizzati e conosciuti.

Questa Amministrazione ha ereditato una situazione contrattuale complessa, stratificata nel tempo e bisognosa di essere ricondotta a criteri più chiari, ordinati e sostenibili. Mettere ordine non significa colpire qualcuno. Significa tutelare il patrimonio pubblico, garantire parità di trattamento, rendere più trasparenti i rapporti tra Comune e concessionari e assicurare che gli immobili del Centro Storico possano continuare a essere utilizzati, mantenuti e valorizzati.

Quanto agli oneri manutentivi, anche qui occorre evitare facili semplificazioni. Gli immobili del Centro Storico, per la loro natura, per il loro valore storico e per il loro stato di conservazione, richiedono attenzione costante. È noto a tutti che le esigenze operative delle attività insediate non sempre possono attendere i tempi della manutenzione pubblica. Proprio per questo si è cercato di costruire un equilibrio più chiaro tra Amministrazione e concessionari, nell’interesse degli stessi operatori e della conservazione del patrimonio comunale e proprio insieme agli operatori si è deciso di pensare questa soluzione.
Chi oggi parla di confronto dovrebbe però spiegare perché, fino a ieri, non ha avanzato una proposta concreta sulla valorizzazione del Centro Storico, limitandosi a inseguire la questione dei pagamenti dei canoni. Parlare di partecipazione è semplice. Più difficile è assumersi la responsabilità di indicare soluzioni praticabili, sostenibili e rispettose dell’interesse pubblico.

L’Amministrazione comunale continuerà a confrontarsi con tutti, come ha sempre fatto, ma il confronto deve essere fondato su atti, verità e coerenza. Non si può chiedere trasparenza e poi stravolgere il contenuto delle proprie richieste. Non si può invocare la tutela degli operatori dopo aver per mesi concentrato l’attenzione esclusivamente sugli aspetti economici e sui pagamenti. Non si può trasformare ogni vicenda amministrativa in una polemica politica costruita a posteriori.

Sul Centro Storico questa Amministrazione sta lavorando con una visione precisa: tutela del patrimonio pubblico, sostegno alle attività presenti, valorizzazione culturale e turistica del borgo, recupero degli immobili e costruzione di un modello di gestione più ordinato e sostenibile. Non a caso esistono progettualità già depositate presso il Ministero della Cultura e iniziative concrete che guardano al futuro del borgo e delle realtà che lo animano.
Lasciamo dunque ad altri le ricostruzioni di comodo. Noi continueremo a lavorare con gli atti, con i progetti e con i fatti.

Il confronto è sempre utile quando serve a risolvere i problemi. Ma per essere credibile deve essere accompagnato da coerenza e da proposte concrete. Altrimenti resta solo polemica. E, in questo caso, nemmeno una polemica fondata su una corretta rappresentazione della realtà”.

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