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CRONACA

Fermato con due kg di hashish ad aprile scorso: 25enne passa dall’obbligo di firma ai domiciliari

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Nella giornata di ieri, personale della Squadra Mobile della Questura di Benevento ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, con divieto di comunicare con persone diverse da quelle conviventi o che lo assistono, emessa nei confronti di un venticinquenne del posto, gravemente indiziato del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il provvedimento restrittivo trae origine da un’operazione condotta nella notte tra il 10 e l’11 aprile 2026. All’esito di una mirata attività info-investigativa, concernente un presunto snodo di spaccio nel capoluogo sannita, gli operatori della Polizia di Stato avevano predisposto accurati servizi di osservazione, riscontrando un sospetto e continuo movimento di persone presso lo stabile in uso all’indagato.

Il successivo controllo su strada del soggetto, a bordo della propria autovettura, e le perquisizioni personale e domiciliare eseguite d’iniziativa permettevano di rinvenire e sottoporre a sequestro complessivamente circa 2 chilogrammi di sostanza stupefacente del tipo hashish, suddivisa in numerosi panetti, per un valore stimato al dettaglio di circa 20.000 euro, nonché bilancini di precisione e strumenti per il taglio e il confezionamento delle dosi.

In sede di udienza di convalida, il G.I.P. presso il Tribunale di Benevento, pur riconoscendo la piena sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza a carico dell’arrestato, aveva originariamente disposto la misura non custodiale dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Ritenendo tale presidio non pienamente proporzionato e idoneo rispetto alla spiccata gravità della condotta e alle oggettive esigenze di tutela emerse dall’ingente quantitativo di reperti, questa Procura della Repubblica ha proposto tempestivo appello avverso la predetta ordinanza, richiedendo un adeguamento della risposta cautelare.

Il Tribunale del Riesame di Napoli, investito della questione e accogliendo integralmente il gravame e le tesi giuridiche prospettate da questo Ufficio, ha riformato la decisione di primo grado. Con ordinanza del 4 giugno 2026, divenuta definitiva il successivo 15 giugno, il Collegio del Riesame ha ravvisato nella fattispecie una condotta connotata da peculiare gravità — anche in ragione della consistenza del materiale sequestrato e di un’articolazione logistica tale da configurare una vera e propria “piazza di spaccio” — disponendo conseguentemente la misura degli arresti domiciliari. L’esito del ricorso si inserisce nella fisiologica e proficua dialettica processuale tra gli uffici giudiziari e gli organi di controllo previsti dal nostro ordinamento, i quali consentono di approfondire e calibrare le valutazioni di merito a garanzia della corretta applicazione della legge, senza intaccare la fluidità del percorso sinora compiuto.

L’operazione in parola attesta il costante e sinergico impegno della Procura della Repubblica e della Polizia di Stato nel contrasto al traffico e alla diffusione delle sostanze stupefacenti, a presidio della legalità e della sicurezza del territorio sannita.

Al contempo, questa Procura intende sottolineare l’alto allarme sociale rappresentato dalla diffusione delle sostanze stupefacenti tra i giovanissimi. Al riguardo, occorre ribadire che il contrasto a questo fenomeno non può e non deve essere affidato esclusivamente all’impegno, pur costante, delle Forze dell’Ordine e della Magistratura.

L’azione repressiva, per quanto necessaria a garantire l’ordine pubblico e a sradicare le piazze di spaccio, risulta da sola inefficace a risolvere le radici del problema se non accompagnata da un supporto sinergico delle altre istituzioni. È indispensabile un presidio educativo e sociale che coinvolga famiglie, scuole e comunità, poiché solo attraverso la prevenzione e la consapevolezza è possibile sottrarre le nuove generazioni al mercato del malaffare.

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