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Pontelandolfo e Fortore, dalla Provincia doppio ricorso al TAR contro fotovoltaico ed eolico
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Una doppia offensiva legale che riaccende il conflitto tra transizione energetica e tutela del territorio: la Provincia di Benevento porta davanti al TAR Campania due progetti di energia rinnovabile già autorizzati dalla Regione, contestando scelte ritenute incompatibili con la pianificazione territoriale e paesaggistica.
Al centro del primo ricorso c’è l’impianto fotovoltaico da quasi 20 megawatt previsto nel territorio di Pontelandolfo, autorizzato con il PAUR n. 66 del 3 marzo 2026 in favore di RWE Renewables Italia. La decisione di impugnare l’atto è stata formalizzata dal presidente Nino Lombardi con la deliberazione n. 106 del 30 aprile.
La Provincia aveva già espresso un parere non favorevole durante l’iter autorizzativo, limitatamente alle porzioni dell’impianto ricadenti nelle aree sensibili individuate dal Piano territoriale di coordinamento provinciale (PTCP), in particolare nei buffer dei crinali spartiacque principali e secondari. Secondo l’ente, l’intervento contrasterebbe con gli obiettivi di tutela del paesaggio e con le politiche di salvaguardia del territorio. Da qui la scelta di ricorrere al giudice amministrativo per contestare non solo il decreto regionale, ma anche tutti gli atti connessi.
Analoga la linea seguita nel secondo procedimento, che riguarda un parco eolico da 24,6 megawatt tra Buonalbergo e San Giorgio la Molara, con opere che si estendono anche in altri comuni tra le province di Benevento e Avellino. Il progetto, promosso da PEB Parco Eolico Buonalbergo e autorizzato con il PAUR n. 63 del 2 marzo 2026, prevede l’installazione di quattro aerogeneratori in un’area classificata dal PTCP come territorio rurale e aperto, di alta e media collina.
È proprio questo elemento a costituire uno dei punti centrali del ricorso: secondo la Rocca, l’impianto non sarebbe coerente con le norme tecniche di attuazione del piano, che per quelle zone privilegiano la conservazione dell’integrità strutturale, dell’estensione e della continuità delle aree agricole e rurali. Anche in questo caso, l’ente sottolinea il contrasto con gli obiettivi strategici di tutela paesaggistica e sviluppo sostenibile del territorio.
La partita, ora, si sposta nelle aule del Tribunale, dove si confronteranno due esigenze sempre più difficili da conciliare: da un lato la spinta verso le energie rinnovabili, dall’altro la difesa di un territorio che rivendica regole e limiti precisi per il proprio sviluppo.


