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POLITICA

Arresto Santamaria, Potere al Popolo al Pd: ‘No a postura garantista su piano politico. Ora confronto su trasparenza amministrativa’

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“L’arresto in flagranza per concussione di Gennaro Santamaria, dirigente del Settore Servizi al Cittadino del Comune di Benevento e capo di gabinetto del sindaco Clemente Mastella, rappresenta un fatto di eccezionale gravità che scuote profondamente la vita pubblica cittadina. Secondo le prime ricostruzioni, Santamaria sarebbe stato fermato mentre intascava una tangente, prima tranche di una richiesta complessiva di decine di migliaia di euro, in cambio dello sblocco di pratiche amministrative, ottenuto attraverso pressioni e ritardi pilotati. Ancora più grave è il fatto che intervenisse su ambiti, come pratiche urbanistiche, che non rientravano nemmeno nelle sue competenze dirette”. A scriverlo in una nota è Potere al Popolo Sannio.

“Un elemento che lascia emergere non un episodio isolato, ma il possibile funzionamento di un sistema opaco di gestione amministrativa, fondato su interferenze indebite, sconfinamenti di competenze e pratiche clientelari nella trattazione delle procedure. Di fronte a un arresto in flagranza, ciò che colpisce non è l’assenza di reazioni, ma la loro debolezza e ambiguità all’interno della classe politica cittadina. I consiglieri di opposizione si limitano a “chiedere chiarimenti”, senza avere il coraggio di pretendere le dimissioni immediate, che sarebbero un atto minimo e dovuto. Un atteggiamento ancora più grave se si considera che gli stessi avevano già sollevato, in passato, dubbi sull’incompatibilità della carica ricoperta da Santamaria.

Questa postura “garantista” appare difficilmente giustificabile sul piano politico. Essa sembra piuttosto riflettere equilibri e trattative in corso in vista delle prossime elezioni amministrative, che vedrebbero parti dell’opposizione disponibili a convergere con l’attuale maggioranza. Nemmeno un fatto così grave e inequivocabile sembra sufficiente a mettere in discussione tali dinamiche, confermando quanto poco il buon governo della città pesi rispetto alla conservazione di posizioni e interessi.

Ancora più sconcertanti risultano alcune dichiarazioni provenienti dalla maggioranza. Un esponente di Noi di Centro ha affermato: “No allo sciacallaggio sulla vicenda, nessuno può scagliare la prima pietra”. Parole che, da un lato, sembrano implicitamente confermare la gravità dei fatti, e dall’altro introducono un’insinuazione generalizzata che dovrebbe suscitare una reazione ferma e indignata da parte di tutte le forze politiche. Reazione che, invece, non arriva.

Di fronte a tutto questo, ribadiamo con forza: le dimissioni immediate di Santamaria sono indispensabili, ma non sufficienti. La questione è profondamente politica. Chi ha scelto, nominato e difeso una figura così centrale, il braccio destro del sindaco, deve assumersi fino in fondo la responsabilità delle proprie decisioni. Non si tratta di una “deviazione individuale”, ma del possibile sintomo di un sistema più ampio, fondato su relazioni personali, opacità amministrativa e assenza di controlli efficaci. Continuare a ridurre tutto a un caso isolato significa contribuire a coprire queste dinamiche.

Per questo è necessario aprire immediatamente una discussione pubblica sulla trasparenza amministrativa, sui criteri di nomina e sui meccanismi di controllo all’interno del Comune di Benevento. Questa vicenda mostra, ancora una volta, come un certo modo di esercitare il potere produca privilegi per pochi e abusi ai danni della collettività. Mentre cittadini e lavoratori affrontano quotidianamente precarietà e disservizi, c’è chi utilizza le istituzioni come strumenti di rendita e ricatto. È necessaria una rottura netta con queste pratiche e con il sistema che le ha rese possi-bili.

È necessario restituire controllo democratico ai cittadini, spezzare i meccanismi opachi di gestione del potere e costruire un’amministrazione realmente al servizio della collettività. È tempo di liberarsi, insieme a chi ogni giorno subisce le ingiustizie di questo sistema, da una cappa che soffoca il territorio da troppo tempo, e di pretendere con forza trasparenza, giustizia e dignità”, conclude PaP.

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