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Conservatorio, Pantini sfida Ilario: programma di rottura tra critiche e rilancio strutturale. Urne aperte da martedì

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Alla vigilia delle elezioni per la direzione del Conservatorio Nicola Sala di Benevento per il triennio accademico 2026/2029, il confronto tra i candidati si accende sul terreno dei programmi. Se il direttore uscente Giuseppe Ilario punta sulla continuità, la candidata Emilia Pantiniriammessa con riserva dopo il ricorso al Tar propone invece un’azione fortemente critica e orientata a un cambio radicale della governance dell’istituto.

Il documento programmatico si configura infatti come un vero e proprio atto d’accusa nei confronti dell’attuale gestione, accompagnato da una proposta articolata che mira a riorganizzare profondamente didattica, servizi e assetto amministrativo del Conservatorio.

Fin dalle prime righe, Pantini definisce la propria candidatura come un tentativo di “ribaltare uno stato di cose non più tollerabile”, denunciando condizioni di lavoro giudicate rigide e penalizzanti. Tra i punti più contestati, la gestione centralizzata degli orari e del calendario degli esami, descritta come poco attenta alle esigenze di docenti e studenti e causa di disagi organizzativi e costi aggiuntivi.

Nel mirino anche la comunicazione istituzionale e le promesse non mantenute, come l’introduzione del Wi-Fi e il potenziamento della biblioteca, elementi che per la candidata rappresentano simboli di una più ampia “carenza strutturale”.

Uno dei pilastri del programma è la revisione del monte-ore e della distribuzione delle lezioni. Pantini propone di superare l’attuale rigidità, consentendo ai docenti maggiore autonomia nella scelta di giorni e orari, con l’obiettivo di favorire una didattica più flessibile e funzionale.

Allo stesso tempo, punta a eliminare le divisioni tra i diversi ambiti musicali – classico, jazz, elettronica, pop-rock – promuovendo una maggiore integrazione tra i dipartimenti e incentivando progetti interdisciplinari.

Altro nodo centrale è la gestione degli esami: la candidata propone una pianificazione anticipata e condivisa tra i docenti, con calendari definiti già all’inizio dell’anno accademico. L’obiettivo è evitare settimane di sospensione dell’attività didattica e permettere a studenti e insegnanti una programmazione più efficiente.

Sul fronte occupazionale, Pantini annuncia una linea chiara: orientare le risorse verso la stabilizzazione del personale precario, con l’obiettivo di assorbire i docenti dopo tre anni di servizio. Una scelta che punta a garantire continuità didattica e maggiore sicurezza lavorativa.

Uno dei passaggi più significativi del programma riguarda il modello di governance, proponendo di invertire l’attuale processo decisionale, trasferendo il baricentro dalla direzione agli organi collegiali. Il direttore, nella sua visione, dovrebbe tornare a essere un “primus inter pares”, dando esecuzione alle decisioni di Consiglio accademico e dipartimenti. Prevista anche una maggiore trasparenza, con la pubblicazione tempestiva delle deliberazioni e un ruolo più attivo del Collegio dei docenti, convocato periodicamente anche online.

Ampio spazio è dedicato alle carenze materiali dell’istituto. Pantini denuncia l’assenza di una dotazione adeguata di strumenti musicali, la mancanza di pianoforti da concerto e di strumenti da concedere in prestito agli studenti.

Tra le priorità indicate: introduzione immediata del Wi-Fi; potenziamento delle aule con tecnologie didattiche; acquisto di software professionali; rilancio della biblioteca, definita “cuore pulsante” dell’istituzione ma di fatto inutilizzata da anni.

Particolarmente severo il giudizio sulla gestione dei dottorati, introdotti nel 2024 ma, secondo Pantini, mai realmente attivati. La candidata parla di un sistema privo di coordinamento, tutor e strutture di supporto, proponendo la creazione di un ufficio dedicato alla ricerca e lo sviluppo di collaborazioni nazionali e internazionali.

Il programma guarda anche oltre i confini locali, con l’obiettivo di rafforzare l’internazionalizzazione. Tra le proposte: rilancio del programma Erasmus; attrazione di studenti europei e americani; corsi di italiano di alto livello per studenti stranieri.

Non manca un passaggio critico sull’acquisto della nuova sede, il complesso dell’ex Hotel Molino di via dei Mulini, operazione da oltre due milioni di euro che, secondo Pantini, rischia di pesare sui bilanci dell’istituto senza offrire certezze sui tempi di utilizzo.

Sul piano artistico, la candidata propone di consolidare le attività già esistenti, come festival e collaborazioni locali, ma anche di rafforzare la presenza del Conservatorio in contesti nazionali e internazionali, privilegiando iniziative di qualità rispetto a operazioni “di facciata”. Previsti anche nuovi spazi di valorizzazione per gli studenti, come concerti con orchestra per i migliori diplomandi.

Intanto è già tempo di votare: il primo turno è fissato per i giorni 24, 25 e 26 marzo, dalle ore 11 alle 16. Saranno 117 i docenti aventi diritto al voto.

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