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SANNIO

Airola, 28 anni fa la scomparsa di Giuseppe Vittorio Fucci: politico, avvocato e uomo di cultura al servizio del bene comune

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Ricorre il 28° anniversario della scomparsa dell’Onorevole Avvocato Giuseppe Vittorio Fucci, figura di straordinario rilievo nel panorama politico, sociale e culturale del Sannio e della Campania. Uomo di profonda coerenza morale, Fucci ha incarnato nella sua lunga attività pubblica i principi della trasparenza, dell’onestà e del servizio al bene comune, che, come ricordano i suoi familiari, «furono la sua unica stella cometa».

Dalle trincee della Seconda guerra mondiale alle aule del Foro

Nato ad Airola il 15 gennaio 1921, ultimo di 23 figli di Carlo Fucci e Marianna Taddeo, Giuseppe Vittorio Fucci partecipò da giovane al secondo conflitto mondiale, esperienza che lo costrinse a sospendere gli studi. Al termine della guerra si laureò in Giurisprudenza all’Università Federico II di Napoli, intraprendendo una brillante carriera forense al fianco del noto penalista Cesare Loasses, fino a diventare patrocinante in Cassazione.

Un impegno politico precoce e lungimirante

L’ingresso in politica avvenne subito dopo la guerra, nella Democrazia Cristiana, su impulso dell’avvocato Alessandro Lombardi, primo presidente della Provincia di Benevento repubblicana. Fu il compianto Giambattista Bosco Lucarelli a volerlo nel comitato e poi nella direzione provinciale della DC, intuendone il potenziale come suo successore.

Alla guida del partito a soli 33 anni, dopo la morte di Lucarelli nel 1954, Fucci divenne Segretario Provinciale della Democrazia Cristiana, dando vita a uno dei gruppi più influenti del partito a livello locale, in tandem con Giuseppe Verginio, e contrapponendosi alla corrente “vetroniana”.

Visionario e critico: “La fine della DC l’aveva prevista trent’anni prima”

Nel 1955, durante un contestato congresso provinciale, Fucci sfiorò la riconferma alla segreteria, aprendo una lunga fase di confronto interno. Già alla fine degli anni ’50, Fucci aveva intuito la crisi irreversibile della Democrazia Cristiana, che sarebbe esplosa solo decenni dopo. Nel 1985 lanciò un drammatico appello ai militanti DC con un manifesto affisso in tutta la provincia di Benevento, preannunciando la fine del partito, che avvenne nel 1993.

Nonostante le tensioni, non abbandonò mai la Democrazia Cristiana, ricoprendo ancora per anni incarichi di vertice a livello provinciale e sezionale, e mantenendo sempre una posizione autonoma, fedele ai valori del popolarismo cattolico. Rimase vicino fino alla fine all’On. Clemente Mastella, dopo aver stretto in passato legami politici significativi con Aldo Moro, Giulio Andreotti, Amintore Fanfani, Giovanni Perlingieri e Fiorentino Sullo.

Sindaco riformatore, consigliere regionale battagliero

Nel 1977 fu eletto sindaco di Airola, guidando una storica alleanza tra DC e PCI, e promuovendo un’intensa stagione di opere pubbliche, riqualificazione urbana e recupero del patrimonio storico. Fece approvare il progetto dell’acquedotto rurale (mai realizzato), ristrutturò le reti fognarie ed elettriche, e avviò interventi per le periferie e per il restauro del castello medievale.

Come consigliere regionale della Campania, durante la seconda e terza legislatura, Fucci si batté per infrastrutture cruciali come la Fortorina e la Caserta Sud – Benevento, promosse leggi per l’agriturismo, la cultura, la metanizzazione dei piccoli comuni, e per la scuola regionale di polizia municipale, istituita proprio a Benevento. Si impegnò anche per la difesa del territorio attraverso studi e interventi idrogeologici.

Uomo di cultura e di cooperazione sociale

Fucci non fu solo politico e avvocato, ma anche poeta, scrittore e uomo di impegno sociale. Fu presidente della cooperativa agricola “Airola” negli anni ’50, esperienza pionieristica nel Mezzogiorno. Partecipò attivamente all’Unione Combattenti e Reduci, all’Unione Cattolici e fu docente di diritto penale e criminologia all’ANSI e presso la scuola di polizia municipale.

Tra le sue opere letterarie si ricordano le raccolte poetiche (tra cui “Poesie – Prima raccolta”, premiata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri) e vari saggi politici, tra cui: “Il partito è uguale per tutti”, “Risposta ai ritardatari”, “Amici” e “Storia vecchia e nuova”. Rimase incompiuto il “Diario politico”, ambiziosa ricostruzione della storia politica del Sannio e dell’Irpinia dal secondo dopoguerra, che si spera possa essere pubblicato postumo.

Un’eredità di valori e di esempio civile

A 28 anni dalla sua scomparsa, Giuseppe Vittorio Fucci resta una figura esemplare di politica intesa come servizio, un uomo che non esitò a vendere proprietà personali pur di non compromettere i suoi ideali, rimanendo sempre fedele a una visione etica dell’impegno pubblico. Il suo lascito è oggi più attuale che mai, in un tempo in cui la politica cerca nuovi riferimenti e figure coerenti.

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