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Coronavirus, la Fials: “Più tamponi agli operatori sanitari”

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“Il grido di protesta arriva direttamente dalla voce del leader della FIALS Carbone. La situazione si fa ogni giorno sempre più grave e nessuno fa niente per arginarla. Non sappiamo più come dirlo, abbiamo bisogno urgente che vengano fatto i tamponi, non è più possibile andare avanti in questa situazione”.Così in una nota ila segretaria provinciale della Fials.

“Non si stanca Carbone, di chiedere al Ministro della Salute, Speranza e a Borrelli della Protezione Civile, la tutela di tutti gli operatori sanitari – spiega il sindacato – non solo con mascherine chirurgiche ma Ffp2 Ffp3, oltre a garantire loro una capacità diagnostica costante per sapere se sono positivi.Tamponi per tutti per interrompere la catena epidemica e non solo sui casi sospetti e quelli venuti a contatto con pazienti Covid-19 positi. Siamo certi che in tanti sono gli operatori sanitari che possono aver contratto il virus e non lo sanno e nel frattempo hanno contatto con migliaia di pazienti e persone. Se non vengono tutelati gli operatori sanitari sarà una strage.

In questo drammatico momento di emergenza sanitaria e denso di preoccupazioni per l’intero Paese – aggiunge la nota -, il Segretario Generale afferma che la FIALS è al fianco degli operatori sanitari e dei cittadini con una tempestiva e costante attività di interventi presso le Istituzioni Nazionali, Regionali e locali. Carbone ha dichiarato di aver inviato a tutte le strutture sanitarie del SSN, accreditate e non, una diffida a porre in essere tutte iniziative a tutela della salute degli operatori sanitari in prima linea per fermare il virus. Dai dispositivi di prevenzione individuale, all’assunzione di infermieri e alla rotazione del personale non solo per sostituire quelli già contagiati e sfiancati dall’emergenza ma anche per dare i dovuti riposi e ferie come attuare piani di rotazione previa formazione su Covid-19.

Sottoporre ciascun dipendente all’ingresso della struttura sanitaria al controllo della temperatura corporea – conclude – e se superiore ai 37,5° non consentire l’accesso ai luoghi di lavoro oltre a definire l’accesso contingentato del personale negli spazi comuni, spogliatoi e locali timbrature con separazione porte tra ingresso ed uscita e censire lo stato attuale dei “positivi asintomatici” oltre ad effettuare il tampone”.

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