PRIMO PIANO
Scavi per la fibra e strade pericolose, il Comune di Vitulano diffida Open Fiber: ‘Intervenga immediatamente’
Ascolta la lettura dell'articolo
Una formale diffida e protesta è stata notificata dal Comune di Vitulano a Open Fiber S.p.A. per il mancato ripristino di numerosi tratti stradali interessati dai lavori di posa della fibra ottica. Il provvedimento, firmato dal sindaco Raffaele Scarinzi e dal responsabile dell’area tecnica Raffaele Forgione, denuncia una situazione ritenuta “grave e pericolosa” per la pubblica e privata incolumità.
Al centro della vicenda vi sono gli interventi autorizzati dall’ente comunale – tra cui quello in via Santa Croce – per la realizzazione di infrastrutture in fibra mediante tecnica di microtrincea. Secondo quanto stabilito nelle autorizzazioni, la società avrebbe dovuto garantire la sicurezza della circolazione durante i lavori e provvedere al ripristino definitivo del manto stradale entro 30 giorni dalla conclusione degli scavi.
Tuttavia, a seguito di sopralluoghi effettuati sul territorio, il Comune segnala come Open Fiber abbia eseguito una pluralità di interventi analoghi senza rispettare le prescrizioni imposte. In diversi punti del paese, infatti, si riscontrano scavi non correttamente richiusi, trincee aperte o non messe in sicurezza, oltre a ripristini provvisori dissestati, con avvallamenti e fessurazioni del piano stradale.
Una condizione che, si legge nella diffida, espone concretamente pedoni, ciclisti e automobilisti al rischio di incidenti, cadute e danni a cose e persone, incidendo negativamente anche sul decoro urbano e sulla funzionalità della rete viaria.
L’amministrazione comunale richiama inoltre le responsabilità previste dalla normativa vigente, sottolineando come il soggetto esecutore dei lavori sia tenuto a rispondere dei danni eventualmente causati e a sostenere tutti gli oneri legati al corretto ripristino dei luoghi.
Per questo motivo, il Comune ha intimato alla società di intervenire “immediatamente” e comunque entro 15 giorni dal ricevimento dell’atto, mettendo in sicurezza le aree interessate, completando i ripristini definitivi a regola d’arte e sistemando eventuali elementi urbani danneggiati, come cordoli, pozzetti e caditoie. È stato inoltre richiesto un riscontro scritto con il cronoprogramma degli interventi.
In caso di mancato adempimento, l’ente annuncia azioni più incisive: dalla segnalazione alle autorità competenti fino all’eventuale esecuzione in danno dei lavori, con addebito dei costi alla società, senza escludere il ricorso alle vie giudiziarie per il risarcimento dei danni.
“Si confida in un sollecito ripristino della sicurezza dei luoghi, nell’interesse della collettività”, conclude la nota ufficiale datata 10 luglio 2026.
Una vicenda che riporta al centro dell’attenzione il delicato equilibrio tra sviluppo infrastrutturale e tutela del territorio, soprattutto nei piccoli comuni dove anche interventi puntuali possono avere un impatto significativo sulla sicurezza quotidiana dei cittadini.



