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POLITICA

La questione morale non è una linea politica. A Benevento come a Sant’Agata

Anche la classifica annuale del Sole 24Ore che misura il consenso di sindaci e governatori certifica che il caso Santamaria non ha per nulla inciso sul gradimento di Clemente Mastella. Il caso Valentino, invece, smantella la linea assunta dal Pd all’indomani del caso Santamaria. Una linea politica si fa, appunto, sulla politica.

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All’indomani degli arresti del capo di Gabinetto del sindaco di Benevento ci permettemmo di sostenere, da queste colonne, che al Pd non sarebbe bastato brandire la questione morale per costruire l’alternativa a Mastella. Quel pezzo fece molto rumore, ci piovve addosso un diluvio di attacchi e critiche, molto spesso del tutto infondate, completamente slegate dal contenuto. Oggi, a distanza di diversi mesi, alcuni fatti ci restituiscono il senso di quelle poche righe e, a ben vedere, rafforzano la tesi che avemmo incautamente ad esporre all’epoca.

La settimana scorsa il Sole 24ore ha pubblicato l’annuale classifica che misura il consenso di sindaci e governatori. Clemente Mastella è risultato decimo con il sindaco di Milano Sala ed è tra i primi cittadini ad aver maggiormente incrementato il proprio consenso negli ultimi dodici mesi. Evidentemente il caso Santamaria non ha inciso più di tanto nella percezione dei cittadini beneventani, nonostante i continui attacchi al sindaco, le richieste di dimissioni, la narrazione sul presunto sistema Mastella. Se un sondaggio lascia il tempo che trova quantomeno segnala un trend.

Il punto, come avemmo a scrivere allora, è che la questione morale non è una linea politica. Un partito come il Pd, avrebbe il dovere di andare oltre la logica del livore e della contrapposizione cieca nei confronti di un sindaco e di un partito che è parte integrante del campo progressista in Campania, esprime un assessorato nella giunta Fico, si muove organicamente in quella prospettiva ad ogni latitudine. Giusto restare all’opposizione a Palazzo Mosti, nel rispetto doveroso del mandato elettorale. Incomprensibile, però, ignorare quanto accaduto in questi anni, rinunciare a lavorare per alimentare la prospettiva di un centrosinistra forte e vincente sui territori in linea con la prospettiva nazionale e regionale, sul presupposto che Mastella resta il nemico, a dispetto della logica, dei numeri, della politica.

In tale quadro s’inserisce il caso Valentino. L’ex sindaco di Sant’Agata dei Goti, ex segretario provinciale del Pd, come noto è stato condannato a quattro anni di reclusione in primo grado per tentata concussione nell’esercizio della sua funzione di primo cittadino, ed interdetto a vita dai pubblici uffici. Farà ricorso e siamo certi che in appello saprà dimostrare la propria innocenza, ma è del tutto evidente che questa condanna pesa come un macigno proprio sulla linea assunta dal Pd in città dopo il caso Santamaria che, tra l’altro, fino a prova contraria, come sostenuto dalla Procura, nemmeno sfiora la parte politica dell’amministrazione comunale a partire dal sindaco.

Un antico adagio suggerisce di non sputare mai in cielo, Pietro Nenni amava ripetere, invece, che gareggiando a fare i puri troverai sempre uno più puro che ti epura. Se il caso Santamaria, come sostengono ai piani alti del Pd sannita, avrebbe disvelato un sistema di potere marcio da cui la città va liberata, cosa ha disvelato il caso Valentino?

Ecco, noi continuiamo a ritenere che i processi si fanno in Tribunale e che una linea politica la si costruisce, appunto, sulla politica. Sulla capacità di offrire un orizzonte, di indicare una prospettiva, andando oltre la logica dei personalismi e del livore. Il conflitto premia la radicalità ma inibisce la sintesi, elemento imprescindibile per incidere sulla realtà. La ricerca delle soluzioni necessarie favorisce invece la mediazione, la determinazione del cambiamento, ma pretende il coraggio di farsi carico di una fase nuova, mettendo da parte il passato. Nel corpo a corpo con Mastella il Pd sannita ha perso su tutta la linea. Ma quella fase è finita, è stata superata dai cambiamenti intervenuti sul piano nazionale, dall’affermarsi di una prospettiva unitaria di campo largo di cui il Pd, anche a Benevento, ha il dovere di farsi carico muovendo da un rinnovato rapporto proprio con Mastella e Noi di Centro. A partire anche da queste provinciali.

 

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