CRONACA
La confessione del sindaco Mastella nel giorno della Madonna delle Grazie: ‘Sono malato, spero di farcela’
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«A tutti chiedo di pregare per me. Anche io sono malato, spero di farcela». È in queste parole, pronunciate con la voce rotta dall’emozione davanti alla basilica gremita, che si concentra l’istante esatto in cui la celebrazione in onore della Madonna delle Grazie si è trasformata in qualcosa di diverso: non più soltanto rito religioso, ma confessione pubblica, fragile e umanissima. Nel giorno dedicato alla patrona del Sannio, il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ha scelto di esporsi senza difese, lasciando cadere per un attimo il peso del ruolo istituzionale per restare soltanto un uomo tra gli uomini.
Accanto al riferimento al nuovo arcivescovo Autuoro, le sue parole hanno attraversato la navata come un sussurro improvviso, spezzando la liturgia con la forza di una verità inattesa. E per qualche secondo, nella basilica colma di fedeli, è calato un silenzio irreale, denso come una preghiera non ancora detta.
Poi, la reazione: un applauso di incoraggiamento che non ha nulla di formale, ma tutto di umano. Un riconoscimento spontaneo alla vulnerabilità condivisa, alla capacità di dire ciò che spesso resta taciuto. In quel momento, la comunità non ha guardato più al sindaco, criticato o amato, ma alla persona che si affida, che chiede vicinanza, che non nasconde la paura.
La tradizionale festa della Madonna, la più amata in città, nata per celebrare la protezione e la speranza, si carica così di un significato ulteriore: quello della fragilità che diventa legame, della sofferenza che non isola ma unisce.
Video: diretta TS TV



