POLITICA
Mastella vince, il campo largo perde: il caso Pd tra ambiguità e scontro politico
Ascolta la lettura dell'articolo
Quella alla Provincia è ancora una volta la vittoria di Clemente Mastella in un “campo largo” frammentato, dove pezzi significativi dell’alleanza non solo hanno ‘disertato’, ma in alcuni casi avrebbero addirittura giocato contro, arrivando a sostenere il candidato del centrodestra. La riconferma di Nino Lombardi alla guida della Rocca nasce da qui: non da un equilibrio politico condiviso, ma da una scomposizione evidente del fronte alternativo.
Il dato più rilevante, infatti, non è tanto la sconfitta del candidato del centrodestra Claudio Cataudo, quanto ciò che è accaduto nel cosiddetto “campo largo”. Un’alleanza che, almeno sulla carta, dovrebbe rappresentare l’asse portante dell’alternativa politica, sul piano locale si è rivelata nei fatti fragile, contraddittoria e incapace di esprimere una linea condivisa.
Le astensioni di figure di peso come Luigi Diego Perifano (Psi), Angelo Miceli (Psi) e Giovanna Megna (Avs) – in netta opposizione a Palazzo Mosti all’amministrazione Mastella – avevano già segnalato una difficoltà evidente nel tenere insieme sensibilità e posizioni diverse. Ma ciò che ha trasformato questa tornata elettorale in un caso politico è stata la scelta del gruppo consiliare del Partito Democratico di Benevento – Giovanni De Lorenzo, Floriana Fioretti, Marialetizia Varricchio, Francesco Farese e Raffaele De Longis – di sostenere, nei fatti, il candidato del centrodestra insieme ad Angelo Moretti di Civico 22. Una decisione che contraddice apertamente le indicazioni politiche dichiarate nei giorni precedenti e che si pone in netto contrasto con la linea regionale e nazionale del partito.
Il cortocircuito è diventato ancora più evidente all’indomani del voto, con le congratulazioni ufficiali del segretario regionale Piero De Luca a Lombardi, come se quanto accaduto a Benevento fosse rimasto confinato a un livello locale privo di conseguenze politiche più ampie. Una disconnessione che racconta molto dello stato attuale del Partito Democratico: una forza che fatica a tenere insieme i diversi livelli decisionali e che, nei territori, spesso procede in ordine sparso.
Le parole di Mastella, pronunciate nella conferenza stampa post-voto, si inseriscono in questo contesto e puntano a capitalizzare politicamente le divisioni altrui. L’accusa di incoerenza rivolta al Pd locale non è solo polemica, ma diventa uno strumento per rafforzare una narrazione: quella di un centrosinistra senza Mastella incapace di essere alternativa forte. E il punto, al di là dei toni, resta difficilmente contestabile.
In questo quadro, la scelta più lineare sarebbe stata probabilmente quella dell’astensione, come fatto da altri esponenti dell’area progressista. Una posizione che, pur nella distanza politica, avrebbe preservato la coerenza del campo e lasciato aperta la possibilità di una ricomposizione futura. Il presunto voto a favore di Cataudo, invece, segna una frattura difficilmente ricomponibile e rischia di avere conseguenze rilevanti anche nei prossimi appuntamenti elettorali, a partire dalle amministrative del 2027.
Il risultato è duplice: da un lato Lombardi viene confermato grazie alla forza territoriale di Noi di Centro; dall’altro il Partito Democratico locale appare indebolito, diviso e sempre più distante dalle dinamiche della propria coalizione di riferimento. Non è un caso che già si parli di possibili interventi da Roma, fino all’ipotesi di un commissariamento.
Ed è proprio su questo punto che Mastella affonda il colpo nella sua lettura politica del voto: non solo denuncia una “brutta figura” del Pd locale, ma arriva a definirlo nei fatti un partito di destra, incapace di mantenere una coerenza minima tra dichiarazioni e comportamenti. Una rottura che, nelle sue parole, diventa anche prospettiva: per le prossime amministrative, chiarisce, non ci sarà spazio per chi oggi siede nel centrosinistra ma vota con il centrodestra. Un messaggio netto, che fotografa non solo lo scontro del presente ma anche le linee di faglia su cui si giocherà la partita politica dei prossimi mesi nel Sannio.




