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CRONACA

Airola, atti persecutori nei confronti del fratello della ex: scatta il divieto di avvicinamento

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Nella giornata di ieri, i carabinieri della Stazione di Airola hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa, con l’obbligo di mantenimento di una distanza non inferiore a 1.000 metri e l’applicazione contestuale del dispositivo di controllo elettronico, unitamente al divieto assoluto di comunicazione con la vittima. Il provvedimento prescrittivo è stato emesso nei confronti di un soggetto gravemente indiziato del reato di atti persecutori, commesso in danno del fratello della sua ex compagna, in un contesto persecutorio che vedeva già la medesima misura cautelare operante a tutela della donna.

L’attività investigativa ha preso le mosse dalla circostanziata denuncia formalizzata dalla persona offesa, la quale ha documentato un’escalation di condotte moleste e gravemente intimidatorie, maturate nel distorto convincimento dell’indagato che la vittima fosse responsabile della fine della relazione affettiva.

Le risultanze d’indagine hanno consentito di ricostruire una condotta persecutoria sistemica e pervasiva, manifestatasi attraverso incursioni arbitrarie presso il luogo di lavoro della persona offesa, insistenti richieste di informazioni rivolte ai suoi superiori, reiterati episodi di molestia acustica e ingiurie, nonché l’abbandono sistematico di materiale riconducibile anche alla sorella nei pressi dell’abitazione della vittima. Tra gli episodi di maggiore gravità figura il rinvenimento e il contestuale sequestro di una bottiglia contenente liquido verosimilmente infiammabile.

Tale pervicace reiterazione di atti ostili ha generato nella vittima un grave e perdurante stato di ansia e un fondato timore per la propria incolumità, costringendola a un radicale e doloroso mutamento delle proprie abitudini di vita. Il solido quadro probatorio, avvalorato dalle rigorose verifiche della polizia giudiziaria e dalle testimonianze della sorella e del datore di lavoro, testimonia la massima fermezza delle Istituzioni nel contrastare ogni forma di condotta persecutoria e nel garantire un’efficace e tempestiva tutela delle vittime.

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