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La moda? È dare una seconda vita a vestiti e accessori: a San Giorgio del Sannio torna lo S.V.U.O.P. e il riuso fa comunità
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Un armadio che si apre può diventare un’occasione per fare comunità. È questo lo spirito dello S.V.U.O.P. – Scambio di Vestiti Usati, Opportunità e Pratiche, l’iniziativa promossa dall’associazione di promozione sociale Auna APS che torna a San Giorgio del Sannio con un nuovo appuntamento dedicato al riuso, alla condivisione e alla sostenibilità.
La nuova edizione è in programma venerdì 21 agosto a Piazzetta Scarlatti, con l’appuntamento aperto al pubblico a partire dalle 18. Il Comune ha concesso il proprio patrocinio alla manifestazione, riconoscendone il valore sociale, aggregativo e ambientale.
E non si tratta affatto di una prima volta. Lo S.V.U.O.P. nasce infatti con una vocazione itinerante, proprio per portare la cultura del riuso in luoghi diversi della comunità e, allo stesso tempo, contribuire a riportare vita negli spazi pubblici meno utilizzati. Lo scorso marzo, un’edizione si era svolta nella biblioteca “Tommaso Rossi”, confermando una formula capace di unire sensibilità ambientale, socialità e partecipazione.
L’idea alla base è semplice, ma tutt’altro che banale: ciò che per qualcuno è ormai inutilizzato può rappresentare un’opportunità per qualcun altro. Invece di finire dimenticati in fondo a un armadio o, peggio, diventare rifiuti, vestiti e accessori possono rimettersi in circolo attraverso lo scambio.
Per partecipare sarà possibile portare fino a cinque capi di stagione, compresi gli accessori. Non saranno invece accettate scarpe, indumenti rotti, strappati o macchiati, né capi invernali e autunnali. Spazio anche all’abbigliamento per bambine e bambini, con un angolo dedicato ai più piccoli.
Ma lo S.V.U.O.P. non è soltanto uno swap party. È, come suggerisce il suo stesso nome, uno scambio anche di pratiche e saperi. Durante la serata sono infatti previsti laboratori pensati per imparare a riparare, trasformare e prendersi cura degli oggetti che possediamo.
Ci sarà un laboratorio di ciclofficina per scoprire come intervenire autonomamente sui piccoli guasti delle biciclette e imparare le corrette pratiche di manutenzione. E ci sarà spazio anche per l’upcycling creativo, con ago, filo, tempere e bottoni per recuperare capi che presentano piccoli difetti e trasformarli in qualcosa di nuovo. si potrà inoltre sperimentare la petrikivka, antica tecnica decorativa ucraina.
È proprio qui che l’iniziativa mostra il suo valore più autentico: riusare non significa semplicemente consumare meno, ma imparare a guardare diversamente ciò che già abbiamo. Un vestito può avere una seconda vita, una bicicletta può essere riparata invece che sostituita, un oggetto può tornare utile attraverso uno scambio. E, intorno a tutto questo, possono nascere relazioni, competenze e momenti di condivisione.
Lo S.V.U.O.P. si allontana così dalla logica del mercatino e propone un modello diverso: non comprare, ma scambiare; non buttare, ma recuperare; non accumulare, ma condividere. Una piccola rivoluzione nelle abitudini quotidiane che passa attraverso gesti semplici e alla portata di tutti.
Anche la scelta di Piazzetta Scarlatti va nella direzione di una manifestazione leggera e accessibile: l’evento è gratuito, non prevede allestimenti pesanti, amplificazione o attività di somministrazione. Lo spazio è inoltre accessibile attraverso una rampa per le persone con mobilità ridotta e per chi utilizza una sedia a ruote.
Il patrocinio del Comune rappresenta un ulteriore riconoscimento per un progetto che mette insieme ambiente, inclusione, partecipazione e valorizzazione degli spazi pubblici. Un sostegno che conferma quanto iniziative di questo tipo possano contribuire concretamente alla costruzione di una comunità più consapevole e attenta alle proprie risorse.
Perché, in fondo, lo S.V.U.O.P. lancia un messaggio molto semplice: non tutto ciò che non usiamo più è da buttare. A volte ha soltanto bisogno di incontrare una nuova persona, una nuova idea o un nuovo modo di essere utilizzato.
E così, a San Giorgio del Sannio, anche un vecchio capo dimenticato nell’armadio può diventare il punto di partenza per una storia nuova.



