Connettiti con noi
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio

ECONOMIA

Territori in Bilico – Meno tasse per tenere aperte imprese e territori

Pubblicato

su

Ascolta la lettura dell'articolo

Un appello che suona come un ultimatum ai Comuni dell’Irpinia e del Sannio. Ridurre in modo strutturale, progressivo e definitivo le principali tasse comunali che oggi gravano su commercianti, artigiani, attività turistiche e servizi non è più un’opzione da valutare con calma, ma una scelta obbligata se si vuole davvero fermare l’emorragia economica e demografica che sta svuotando questi territori. TARI più leggera, Canone Unico Patrimoniale ridotto, imposta di soggiorno ripensata, micro-voci residuali da abolire. Non misure di facciata, ma un intervento chirurgico su un sistema fiscale che, così com’è, punisce proprio chi ogni mattina alza la saracinesca in un piccolo Comune.

I numeri raccontano una storia che non lascia spazio a interpretazioni. Tra Avellino e Benevento le attività economiche versano ogni anno ai Comuni una cifra compresa che si aggira intorno ai40 milioni di euro tra TARI, CUP e tributi minori. Rapportato alla densità imprenditoriale delle Aree Interne, è un carico sproporzionato, quasi beffardo. Dove ci sono meno imprese, i costi fissi dei servizi comunali si scaricano su una base produttiva ridottissima, e il risultato è che i territori più fragili finiscono per chiedere di più a chi ha meno. Un paradosso che alimenta la desertificazione commerciale invece di combatterla.

Non possiamo più permettere che le attività delle Aree Interne paghino un prezzo fiscale sproporzionato rispetto a quello che producono e a quello che rappresentano per il territorio. Ogni serranda che resta aperta in un piccolo Comune vale infinitamente più del suo fatturato. È un presidio di comunità, è un argine allo spopolamento, è la prova che questi territori possono ancora avere un futuro. Ridurre le tasse comunali non è un favore alle imprese, è un investimento su chi ha scelto di restare. I Comuni non perderanno un euro, lo recupereranno moltiplicato attraverso nuove aperture, nuovi investimenti, un’economia che ricomincia finalmente a respirare.

Ridurre queste imposte vuol dire cambiare rotta davvero. Vuol dire restituire ossigeno e liquidità a chi tiene aperta un’attività, a chi produce, a chi accoglie turisti, a chi offre un servizio essenziale alla popolazione. Le simulazioni di Unimpresa Irpinia Sannio parlano chiaro, una riduzione di appena il 30% della TARI per le attività economiche porterebbe, in tre anni, a un aumento del tasso di sopravvivenza delle imprese tra il 12 e il 15%, con ricadute dirette sui centri storici, sulla qualità della vita e sulla tenuta dei servizi comunali. Abolire il CUP per micro-occupazioni e insegne commerciali significherebbe più dehors, più vetrine accese, più vita nelle piazze. Nei borghi, dove un bar o una bottega sono spesso l’ultimo presidio di comunità, questo non è solo un provvedimento economico, è una scelta di civiltà.

Oggi siamo davanti a un bivio, o si continua con una fiscalità che chiude le porte, o si costruisce una fiscalità che le tiene aperte. Noi abbiamo già scelto da che parte stare, e chiediamo ai sindaci di scegliere con noi. Non c’è più tempo per aspettare, ogni mese che passa senza intervenire è un’attività in meno, una famiglia in meno, una speranza in meno per questi territori. Unimpresa non si fermerà a un semplice appello, ma seguirà passo dopo passo ogni Comune disposto ad avviare questo percorso, mettendo a disposizione dati, competenze tecniche e un modello concreto già pronto per essere applicato.

I benefici di una riforma di questo tipo si moltiplicherebbero su più livelli. Sul piano economico, più liquidità per le imprese significa più investimenti, più attrattività per chi vuole aprire un’attività, maggiore competitività per agriturismi e B&B che vivono già in condizioni di forte stagionalità. Sul piano sociale, ogni attività che resiste è un servizio di prossimità in più, un presidio informale di sicurezza, un luogo di incontro, un’opportunità di lavoro. Sul piano territoriale, una fiscalità più leggera è un argine concreto contro lo spopolamento, un modo per tenere vivi i centri storici e per rendere questi territori davvero pronti ad accogliere il turismo lento, culturale e naturalistico che tutti dicono di voler intercettare.

Unimpresa Irpinia Sannio annuncia che consegnerà al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e all’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Campania un dossier tecnico con dati, simulazioni, proposte normative e un modello di fiscalità locale pensato specificamente per le Aree Interne. Un documento che dimostra, con il rigore dei numeri, che ridurre le tasse comunali non è solo possibile, ma è una delle poche leve capaci di produrre effetti immediati e duraturi sulla vita economica e sociale di questi territori.

Le Aree Interne non chiedono privilegi. Chiedono equità, chiedono di poter competere ad armi pari, chiedono che la fiscalità locale smetta di essere un ostacolo e diventi finalmente un alleato. Siamo pronti a lavorare fianco a fianco con ogni Comune che vorrà inaugurare questa nuova stagione. Il tempo delle riflessioni è finito, adesso è il tempo di agire.

Libero Sica – presidente vicario Unimpresa Irpinia Sannio

 

Annuncio

Correlati

redazione 1 settimana fa

Parcheggi a Benevento, Unimpresa: ‘Nessun accordo su strisce blu. Quindici minuti non sono una risposta e la navetta non l’abbiamo chiesta noi’

redazione 2 settimane fa

Unimpresa: “Benevento soffoca il commercio con le strisce blu. In una città che perde abitanti e negozi, vanno ridotte fino all’eliminazione”

redazione 3 settimane fa

Fucci (Futuridea) alla presentazione di “YES WE ARE!”: “Le aree interne non chiedono scorciatoie, ma condizioni per esprimere il proprio potenziale”

Alberto Tranfa 4 settimane fa

Aree interne, Zuppi: “Sono le radici del Paese, occorre ripartire da giovani e comunità”

Dall'autore

redazione 42 minuti fa

Wg flash 24 del 26 settembre 2026

redazione 7 ore fa

Airola e la Cultura della Legalità: evento con Marisa Diana, sorella di don Peppe

redazione 9 ore fa

Inchiesta Comune, l’opposizione: «Maggioranza sceglie autoconservazione e calpesta etica pubblica. Necessaria sospensione dipendenti indagati»

redazione 12 ore fa

Inchiesta Comune, Vallone (FdI) chiede Consiglio Comunale aperto, trasparenza su appalti, verifiche su assunzioni e progressioni di carriera

Primo piano

Gianrocco Rossetti 22 minuti fa

Inchiesta Santamaria, incidente probatorio decisivo per le indagini: istanza della Procura e deduzioni delle difese al vaglio del Gip

redazione 42 minuti fa

Wg flash 24 del 26 settembre 2026

redazione 9 ore fa

Inchiesta Comune, l’opposizione: «Maggioranza sceglie autoconservazione e calpesta etica pubblica. Necessaria sospensione dipendenti indagati»

Alberto Tranfa 12 ore fa

Valle Caudina, industriali sanniti e irpini uniti: ecco il ‘Manifesto’ per lo sviluppo

Copyright © 2023 Intelligentia S.r.l.

Skip to content