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Screening, l’ASL replica alle accuse: “No a generalizzazioni che rischiano di minare la fiducia nella prevenzione”

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In riferimento all’articolo diffuso dall’associazione Rosa Samnium APS e alle dichiarazioni rese dalla Presidente in merito a un presunto ritardo diagnostico nei percorsi di screening senologico, la Direzione Strategica della ASL Benevento ritiene necessario fornire alcuni chiarimenti per garantire una corretta informazione alle cittadine e tutelare il lavoro svolto quotidianamente dai professionisti impegnati nei programmi di prevenzione.

I programmi di screening oncologico della ASL Benevento, erogati gratuitamente nell’ambito dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), rappresentano uno strumento fondamentale di prevenzione primaria e diagnosi precoce. Tali percorsi si realizzano attraverso una rete strutturata e integrata che coinvolge medici di medicina generale, Comuni, istituzioni locali, Terzo Settore e associazioni impegnate nella diffusione della cultura della prevenzione.

I percorsi di screening mammografico del programma regionale Mi Voglio Bene sono organizzati secondo protocolli rigorosi e standardizzati, in conformità alle linee guida nazionali. Ogni esame viene sottoposto a doppia lettura indipendente “in cieco” da parte di radiologi dedicati alla senologia, con volumi di attività pienamente coerenti con gli standard richiesti per i programmi di qualità. La ASL sottolinea inoltre che, nell’ambito dello screening mammografico, non sono presenti liste di attesa.

Secondo l’Azienda sanitaria, il caso citato – pur non statisticamente significativo – potrebbe rientrare nella casistica dei cosiddetti “tumori intervallo”, ovvero neoplasie che possono manifestarsi clinicamente tra un controllo e il successivo anche in presenza di esami eseguiti correttamente secondo protocollo. Si tratta di eventi riconosciuti dalla letteratura scientifica internazionale, che richiedono valutazioni cliniche approfondite e che, secondo la ASL, non consentono letture semplificate o generalizzazioni sull’attività di screening.

I dati aziendali evidenziano inoltre un incremento significativo dell’adesione ai programmi di prevenzione: dal 9% registrato ad agosto 2025 si è passati a valori superiori al 34%. Un risultato che, secondo la Direzione Strategica, testimonia il consolidamento delle attività di prevenzione e la crescente fiducia dei cittadini nei percorsi pubblici di screening.

Proprio alla luce di questo incremento, la ASL Benevento esprime “vivo stupore” per la diffusione di rappresentazioni fortemente critiche nei confronti dei programmi pubblici di screening in una fase in cui tali percorsi stanno registrando il più significativo aumento di adesioni degli ultimi anni sul territorio. L’Azienda osserva inoltre come analoghe prese di posizione non siano emerse quando i livelli di adesione risultavano molto più bassi e, dunque, maggiormente bisognosi di sensibilizzazione.

Secondo la ASL, iniziative e comunicazioni che non sostengono i percorsi pubblici gratuiti garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale rischiano concretamente di generare sfiducia, disorientamento e un allontanamento delle cittadine dai programmi istituzionali di screening oncologico.

L’Azienda sottolinea inoltre che il ruolo delle associazioni di volontariato dovrebbe essere, “per vocazione statutaria”, di supporto alle attività istituzionali della ASL e non in antitesi ad esse attraverso proposte considerate “alternative”, che potrebbero compromettere il raggiungimento degli obiettivi regionali.

Nel comunicato vengono inoltre censurate quelle che vengono definite “affermazioni non scientifiche né autorevoli”, ritenute potenzialmente lesive dell’immagine della sanità pubblica, il cui obiettivo primario resta la tutela della salute, come previsto dall’articolo 32 della Costituzione.

La ASL Benevento respinge infine ogni riferimento a presunti “boicottaggi” nei confronti delle attività del volontariato, ribadendo il valore della collaborazione con il Terzo Settore, purché le iniziative si svolgano nel rispetto delle normative vigenti, delle autorizzazioni previste e delle necessarie garanzie di appropriatezza clinica e sicurezza sanitaria.

L’Azienda conferma il proprio impegno nella tutela della salute pubblica, nell’erogazione dei LEA e nel rafforzamento dei programmi di screening oncologico, annunciando inoltre che si riserva di tutelare la propria immagine e il proprio decoro dinanzi all’autorità giudiziaria qualora dovessero verificarsi episodi analoghi ritenuti riconducibili a ipotesi di diffamazione.

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