POLITICA
Biglio e Spina (ANPCI) in doppia audizione alla Camera: “Crisi demografica e centri storici, servono politiche differenziate e interventi concreti”
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Si sono svolte presso la Camera dei Deputati, due importanti audizioni che hanno visto la partecipazione dell’ANPCI (Associazione Nazionale che raggruppa i comuni italiani fino a 5mila abitanti) rappresentata dalla presidente nazionale Franca Biglio e dal presidente regionale della Campania Zaccaria Spina.
La prima audizione si è svolta dinanzi alla Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica, la seconda presso la X Commissione (Attività produttive, commercio e turismo), nell’ambito dell’esame della proposta di legge sull’istituzione e disciplina delle zone del commercio nei centri storici.
Nel corso della prima audizione, dedicata alla transizione demografica, Spina e Biglio hanno, tra l’altro, posto l’accento sulla gravità della crisi demografica che colpisce ormai l’intera nazione con particolari conseguenze nelle aree interne e nei piccoli comuni, dove lo spopolamento è ormai determinato soprattutto dalla denatalità e dal saldo negativo tra nascite e decessi, più che dai flussi migratori.
I due esponenti dell’Associazione hanno sottolineato come la questione demografica rappresenti una vera e propria sfida esistenziale per il Paese, evidenziando il rischio di desertificazione sociale dei territori più fragili. Tra le principali cause, la carenza di servizi essenziali, la distanza dai presidi sanitari e scolastici e la mancanza di opportunità occupazionali, fattori che scoraggiano i giovani a restare o a tornare.
Tra le proposte avanzate, ANPCI ha indicato la necessità di politiche integrate che prevedano anche investimenti su servizi, lavoro, formazione e infrastrutture, con particolare attenzione al potenziamento dei trasporti e della connettività digitale. Senza una rete efficiente, è stato evidenziato, anche le misure economiche rischiano di risultare inefficaci.
Gli esponenti di ANPCI hanno ribadito a gran voce la propria contrarietà agli incentivi alle fusioni che sopprimendo untere identità comunali, finiscono per accelerare sia lo spopolamento che la desertificazione sociale, culturale, economica ed ambientale con la soppressione di classe dirigente e forza lavoro.
Nel corso dell’audizione sulla istituzione e disciplina del commercio nei centri storici, ANPCI ha espresso un giudizio complessivamente favorevole sul nuovo testo normativo presentato, sottolineando come esso rappresenti un importante passo in avanti nella valorizzazione delle identità locali e nella tutela del patrimonio storico e culturale dei piccoli comuni. In particolare, è stata evidenziata positivamente la maggiore autonomia riconosciuta ai Comuni nella pianificazione urbanistico-commerciale, con la possibilità di individuare ambiti territoriali specifici e di disciplinare le attività economiche in funzione delle caratteristiche del territorio.
“Finalmente, è stato dichiarato, possiamo dire di trovarci al cospetto di una norma che dopo anni di decisioni calate dall’alto rende ll Comune artefice del proprio sviluppo ed artefice delle strategie che tengano conto delle esigenze locali”.
L’Associazione ha anche segnalato la soppressione della previsione del fondo destinato alla riqualificazione del commercio, ritenuto uno strumento fondamentale per contrastare il rischio di desertificazione commerciale. ANPCI ha quindi ribadito la necessità di introdurre misure differenziate tra grandi centri e piccoli comuni, prevedendo incentivi e strumenti di supporto all’imprenditorialità locale.
Infine, è stata ribadita l’importanza di coinvolgere maggiormente i territori nei processi decisionali e di introdurre un “test di impatto territoriale” per valutare l’efficacia delle politiche pubbliche sulle aree interne e sui piccoli comuni.
“Non esiste prospettiva demografica per il Paese se si lasciano morire i piccoli comuni” è il messaggio forte lanciato da ANPCI, che chiede un cambio di paradigma nelle politiche nazionali, fondato su ascolto, differenziazione e interventi mirati.



