CRONACA
Santamaria, il Comune prende ufficialmente atto delle dimissioni: all’ex dirigente assegno alimentare per 9 giorni, resta nodo su mancato preavviso e 4 mesi di ferie maturate
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Si chiude formalmente il rapporto di lavoro tra il Comune di Benevento e l’ex dirigente Gennaro Santamaria, arrestato in flagranza di reato lo scorso 30 marzo con l’accusa di concussione. Con la determina dirigenziale pubblicata oggi, l’amministrazione ha messo nero su bianco tutti i passaggi amministrativi legati alla vicenda, tra sospensione cautelare, dimissioni e aspetti economici ancora da definire.
Il provvedimento del Servizio Risorse Umane, a firma del funzionario Riccardo Feola, prende innanzitutto atto della sospensione obbligatoria dal servizio, scattata il 31 marzo in seguito alla misura restrittiva della libertà personale disposta nei confronti dell’ex dirigente. Una misura “dovuta”, come si legge nell’atto, prevista dal contratto nazionale per i dirigenti pubblici nei casi in cui un procedimento penale impedisca lo svolgimento dell’attività lavorativa.
Parallelamente, il Comune riconosce per il periodo compreso tra il 30 marzo e l’8 aprile – ultimo giorno di servizio – un assegno alimentare pari al 50% dello stipendio tabellare, oltre agli eventuali assegni familiari. Si tratta di una misura prevista dalla normativa per garantire un minimo sostegno economico al dipendente sospeso.
Elemento centrale della determina è però la presa d’atto delle dimissioni volontarie, trasmesse tramite il legale di fiducia il 14 aprile ma con decorrenza dal 9 aprile. Un passaggio che comporta la cessazione del rapporto di lavoro senza necessità di accettazione da parte dell’ente, trattandosi di un atto unilaterale.
Sul piano economico, la situazione resta articolata. Da un lato, l’ex dirigente – in servizio dal luglio 2019 a Palazzo Mosti e con contratto in scadenza il 30 giugno 2027 – dovrà corrispondere al Comune un’indennità sostitutiva del preavviso pari a due mesi e quindici giorni di retribuzione, non avendo rispettato i termini previsti dal contratto.
Dall’altro lato, resta aperta la questione delle ferie maturate e non godute: ben 120 giorni. La loro eventuale monetizzazione sarà oggetto di successive verifiche amministrative, anche alla luce dell’evoluzione del procedimento penale e disciplinare.
Nella determina si sottolinea inoltre come la vicenda giudiziaria – secondo quanto evidenziato dagli inquirenti – sia strettamente connessa all’esercizio delle funzioni dirigenziali, con un conseguente “danno d’immagine incalcolabile” per l’Ente (che potrebbe agire contro Santamaria anche sul piano legale).
Il Comune ha infine disposto la trasmissione dell’atto alla Procura della Repubblica, all’INPS e all’Ufficio procedimenti disciplinari. Proprio sul fronte disciplinare e giudiziario si giocheranno i prossimi sviluppi di una questione che continua ad avere riflessi rilevanti non solo sul piano amministrativo, ma anche su quello politico e istituzionale. Prossimo step martedì 21 aprile alle 9,15 al Tribunale di Napoli: il Riesame deciderà infatti se sostituire la misura della custodia cautelare in carcere – decisa dal Gip del Tribunale di Benevento – con gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, richiesta avanzata dai legali difensori De Longis e Di Santo.



