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Medio Calore

Elettrodotto, l’Archeoclub Apicium solleva criticità sul tracciato vicino alla Via Appia

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L’associazione Archeoclub d’Italia APS Apicium interviene sul progetto di Terna relativo al collegamento elettrico a 380 kV “SE Montecorvino – SE Benevento III”, esprimendo forti preoccupazioni per l’impatto su un’area di rilevante valore storico e paesaggistico.

Secondo quanto appreso – si legge nella nota a firma del presidente Alessio Errico – l’opera prevede la realizzazione di un elettrodotto lungo circa 90 chilometri, destinato a collegare le stazioni elettriche di Montecorvino, Avellino Nord e Benevento III. Tuttavia, dall’analisi del tracciato progettuale emergerebbe una possibile variante che si svilupperebbe in prossimità dell’area archeologica del Ponte Appiano, importante testimonianza della Via Appia – Regina Viarum, risalente al I secolo d.C.

L’area, recentemente riconosciuta come Patrimonio Mondiale UNESCO insieme all’intero tracciato della Via Appia, rappresenta un contesto di straordinario interesse storico, archeologico e naturalistico. L’eventuale passaggio dell’elettrodotto, con tralicci previsti a meno di 300 metri dai resti del ponte, visibili nella piana fluviale del fiume Calore, rischierebbe – secondo l’associazione – di compromettere in modo significativo il valore paesaggistico del sito.

Ulteriori criticità riguardano l’interferenza della variante con il tracciato della Via Appia in due punti distinti, interessando sia la “core zone” sia la “buffer zone” individuate dall’UNESCO per la tratta “Beneventum – Aeclanum”. Una situazione che, se confermata, potrebbe ostacolare le attività di valorizzazione in corso, ritenute fondamentali per il mantenimento del riconoscimento internazionale.

L’Archeoclub evidenzia inoltre come il progetto rischi di entrare in contrasto con i principi di tutela sanciti dall’articolo 9 della Costituzione e dal Codice dei beni culturali (D.Lgs. 42/2004).

Per queste ragioni, l’associazione – sentito anche il proprio direttore scientifico, l’archeologo Antonio Mesisca – invita Terna a riconsiderare la variante contestata. In caso contrario, annuncia la possibilità di unirsi ad altri enti per intraprendere azioni a tutela del territorio e del patrimonio storico-archeologico-paesaggistico.

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