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Di Santo: ‘Babbo Natale a Castelvenere “regala” una mega torre per la telefonia mobile? No grazie, sarà cenere e carbone’

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“Ringrazio Legambiente per la denuncia pubblica della imminente installazione di una torre destinata alla telefonia mobile sul nostro territorio, di cui la nostra amministrazione era completamente all’oscuro. Ho già avviato una indagine interna agli uffici comunali preposti che, a stretto giro, dovranno relazionarmi sulla vicenda che presenta molti punti ‘oscuri’ e sui quali bisognerà fare luce al più presto. L’arroganza, la prevaricazione, troveranno sempre un muro da parte di questa amministrazione: ricordo a me stesso che la programmazione, le scelte per il futuro che interessa la nostra comunità spettano alla politica, che risponde ai cittadini, non a imprese private o tecnici”.

Così il Sindaco di Castelvenere Alessandro Di Santo in merito alla installazione sulla sommità della collina delle Tore di Castelvenere (cuore dell’area vitivinicola sannita) di una torre, alta 37 metri, destinata alle aziende private di telefonia mobile e al potenziamento della rete 5G avanzata dalla società promotrice INWIT S.p.A. (Infrastrutture Wireless Italiane S.p.A.), specializzata nella realizzazione e gestione di torri, tralicci e sistemi di antenne diffusi (DAS) per la connettività mobile.

“Considerato l’evolversi della situazione – aggiunge il primo cittadino – ho allertato anche la Polizia Municipale per intensificare i controlli e monitorare le fragili stradine di campagna fruibili solo da piccoli mezzi meccanici agricoli che consentono l’accesso al sito dove si vorrebbe innalzare la mega torre e dove ho potuto constatare l’esistenza di una struttura cementizia realizzata in poche ore (base in cemento per l’innalzamento della torre), in assenza di qualsiavoglia autorizzazione da parte del nostro Comune”.

“Castelvenere, il comune più ‘vitato’ d’Italia, e vincitore già quindici anni fa del primo premio dell’Associazione nazionale ‘Città del Vino’ per aver realizzato un Puc a tutela del territorio, esclusivamente a vocazione vitivinicola, che viene preso come modello in Italia, difenderà tale status e noi come amministratori continueremo a profondere energie e risorse per la sua valorizzazione, come stiamo facendo da tre anni a questa parte”, conclude Di Santo.

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