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Sindacati

Sanità, sindacati in agitazione alla casa di cura Gepos: chiesto l’intervento del Prefetto

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Stato di agitazione proclamato da FP CGIL, CISL FP e UIL FPL per tutto il personale della casa di cura Gepos a Telese Terme. Le organizzazioni sindacali hanno inoltre richiesto formalmente al Prefetto di Benevento l’attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla legge 146 del 1990.

La decisione è maturata al termine dell’incontro sindacale di ieri, durante il quale la direzione aziendale ha confermato l’intenzione di procedere a una riorganizzazione complessiva della struttura, accompagnata da una riduzione del personale infermieristico. Secondo i sindacati, tuttavia, l’azienda non avrebbe fornito gli elementi tecnici, organizzativi ed economici necessari a giustificare e verificare tali scelte.

Una mancanza di dati e analisi che, denunciano CGIL, CISL e UIL, ha impedito un confronto “serio e trasparente” su un tema particolarmente delicato, con possibili ripercussioni sia sull’occupazione sia sulla qualità dell’assistenza sanitaria.

I sindacati sottolineano come non sia accettabile affrontare processi di riorganizzazione con impatti su lavoratori e servizi senza un reale confronto preventivo e senza la piena condivisione delle informazioni utili a valutare eventuali soluzioni alternative.

La casa di cura Gepos opera in regime di accreditamento definitivo con il Servizio sanitario regionale e dispone di 60 posti letto per attività ad alta intensità assistenziale. In questo contesto, evidenziano le organizzazioni sindacali, ogni ipotesi di riduzione del personale infermieristico deve essere attentamente valutata nel rispetto degli standard assistenziali e dei requisiti regionali, per garantire sicurezza, continuità e qualità delle cure.

Forte preoccupazione viene espressa anche per l’assenza di un confronto su possibili alternative agli esuberi, come la riqualificazione professionale, la riconversione del personale, la mobilità interna e una diversa organizzazione dei servizi.

Ulteriore elemento critico è rappresentato dall’annunciata esternalizzazione del servizio cucina, anch’essa, secondo i sindacati, non preceduta da un adeguato confronto e potenzialmente in grado di generare ulteriori ricadute sul piano occupazionale e organizzativo.

Per queste ragioni FP CGIL, CISL FP e UIL FPL hanno chiesto la convocazione urgente del tavolo in Prefettura, sede istituzionale deputata alla gestione della vertenza. Il confronto dovrà consentire di approfondire le motivazioni aziendali, verificare la reale necessità degli esuberi e individuare eventuali soluzioni alternative in grado di salvaguardare sia i livelli occupazionali sia la qualità dell’assistenza.

Le organizzazioni sindacali assicurano che parteciperanno al tavolo con spirito responsabile e costruttivo, ma ribadiscono la contrarietà a decisioni unilaterali su questioni che incidono profondamente sulla vita dei lavoratori e sull’organizzazione dei servizi sanitari.

“La vertenza Gepos – concludono – non riguarda soltanto i dipendenti, ma investe il diritto dei cittadini a ricevere cure adeguate e la tenuta complessiva del sistema assistenziale della struttura”.

I sindacati annunciano infine che continueranno a seguire con attenzione l’evolversi della situazione e, in caso di esito negativo della procedura di raffreddamento, non escludono ulteriori iniziative a tutela dei lavoratori e della qualità dei servizi.

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