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Appello a consiglio di distretto idrico sannita e a Mastella: ‘Non affidiamo a privati bene più prezioso di cui disponiamo’

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“È trascorso un mese dalla delibera della Corte dei Conti che ha bocciato per la seconda volta Sannio Acque srl, società mista pubblico privata che si candidava a gestire la risorsa idrica in totale disprezzo del referendum del 2011. La maggioranza dei 78 comuni sanniti – scrive Giannicola Seneca del Comitato sannita ABC – non vuole tradire la volontà dei 26 milioni di italiani ed affidare ai privati il bene più prezioso di cui disponiamo.

Anche il comune di Faicchio, guidato dal presidente della provincia Lombardi, ha deliberato in senso contrario alla prima adesione alla s.r.l.. La minaccia dell’obbligo di comprare le quote di Sannio Acque srl non ha sortito l’effetto sperato di persuadere i sindaci, tant’è che la Corte dei Conti ha detto che non esiste in capo ai comuni alcun obbligo giuridico in tal senso.

Adesso – prosegue Seneca – viene sventolato lo spauracchio del commissariamento d’Invitalia, che potrebbe subentrare in caso di perdurata inefficienza del distretto Sannita. Non è detto, però, che questa soluzione porti ad una gestione totalmente privata, atteso che l’esito della gara gestita dalla società del Ministero delle infrastrutture non è affatto scontato, poichè anche Acquedotto pugliese potrebbe essere interessato all’aggiudicazione. AqP spa è una società totalmente pubblica che gestisce in maniera efficiente il servizo idrico della regione Puglia ed è la plastica dimostrazione di conduzione pubblica, economica ed efficiente del servizio idrico. Ma è possibile che, con la disponibilità della risorsa che abbiamo e con le competenze universitarie del nostro territorio non siamo capaci di controllare la nostra acqua? Perché c’è bisogno di sottostare a complicati meccanismi normativi di controllo, quando la legge consente di fare a meno delle multinazionali?

Il Comitato sannita Abc rivolge per l’ennesima volta un appello al coordinatore di distretto Forgione ed a tutti i consiglieri, soprattutto a quelli che dovrebbero fare opposizione, invitandoli a presentare una proposta di revisione della forma di gestione, perché la scelta non è immutabile e può essere rivista alla luce delle censure subite e della mutata volontà dei comuni sanniti. Questo consentirebbe da un lato di salvare buona parte del lavoro svolto e dall’altra farebbe superare le difficoltà legate alla scelta del socio privato, prima tra tutte la gara d’appalto.

Il secondo appello – continua la nota – lo rivolgiamo al sindaco Mastella chiedendogli di abbandonare le scelte ideologiche ed interrompere il flirt con Acea, che non ha prodotto alcun vantaggio per il Sannio (al di fuori di qualche discutibile azione di greenwashing), ma soltanto complicate vicende come quella dei depuratori e del tetracloroetilene. Il sindaco della città capoluogo ha il dovere di cambiare opinione davanti al mutato scenario politico nel Sannio, dove molti hanno capito che svendere l’acqua ai privati è una scelta impopolare che impoverisce il territorio. Da parte nostra siamo sempre disponibili a riprendere il dialogo bruscamente interrotto nel 2019 all’Unisannio, quando consegnammo le 3.300 firme raccolte per un referendum mai celebrato ed abilmente affossato.

Il prof. Alberto Lucarelli, ordinario di diritto costituzionale alla Federico II, autore della relazione al consiglio di distretto Sannita sulla fattibilità della gestione pubblica, ha già messo a disposizione le sue competenze recentemente in Puglia il 17.01.2024, audito dalla II e V commissione consiliare della Regione per l’approvazione della legge regionale su Acquedotto pugliese.

Davanti all’avanzare di spinte secessioniste celate nel progetto dell’autonomia differenziata e delle azioni neoliberiste della destra che hanno cancellato gli affidamenti alle aziende speciali, è il momento di scelte condivise tra cattolici e laici imposte dai cambiamenti climatici, per difendere la Costituzione e l’acqua bene comune, come auspicato e dal nostro arcivescovo Accrocca e da Papa Francesco nella Laudato sì, da cui impariamo che “ogni tentativo di privatizzazione dell’acqua è inaccettabile”, conclude Seneca.

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