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Dimensionamento scolastico, Cusano Mutri chiede autonomia per il ‘Kennedy’ e la permanenza della dirigenza

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Cusano Mutri contro il dimensionamento scolastico. Con una delibera di giunta, firmata nel primo pomeriggio di oggi, l’amministrazione comunale chiede il mantenimento dell’autonomia scolastica e la permanenza della sede della dirigenza all’istituto comprensivo ‘Kennedy’ del comune sannita.

Non solo: la giunta ha anche dichiarato la disponibilità e la propensione ad incentivare la creazione di reti di scuole mediante l’accorpamento di altri istituti privi di dirigenza scolastica con il suo I.C.

Come si sa, a Cusano Mutri è presente l’Istituto comprensivo, che comprende infanzia, primaria e secondaria di primo grado, delle quali usufruiscono studenti del posto e di Pietraroja, con un numero di iscritti nell’anno 2022/2023 di oltre 400 alunni. Sul territorio sono inoltre presenti 5 plessi scolastici, per i quali sono stati effettuati lavori di messa in sicurezza per parte di essi e per gli altri sono in corso di esecuzione.

L’I.C. J.F.Kennedy – si legge nella delibera – accoglie alunni in istruzione obbligatoria che provengono da un’ampia area circostante; nonostante offra un servizio a più comuni altrettanto montani e sia costituito da più plessi dislocati sul territorio, ha un numero di alunni che certamente non potrà rispettare la nuova normativa sul dimensionamento della rete scolastica, si sono comunque raggiunti risultati positivi in riscontro alle necessità educative e sociali espresse dal territorio.

Con i finanziamenti europei e le risorse umane competenti presenti all’interno della scuola, l’Istituto J.F. Kennedy si è incamminato verso l’innovazione didattica e metodologica che più incentiva e motiva il processo di crescita culturale. La pianificazione dell’offerta formativa è incentrata su attività e contesti che rispecchiano le attuali indicazioni ministeriali e europee sia nell’uso di strumentazioni e software multimediali specifici che nella creazione di ambienti innovativi. Questo – prosegue il documento – è stato possibile per la professionalità e competenza del personale della scuola aver progettato fin dagli anni passati percorsi adeguati e significativi per i nostri utenti e per il territorio, poi le opportunità offerte da tutti i finanziamenti ministeriali e europei (Fers, Pon, PNRR, Erasmus Plus) hanno consentito il raggiungimento di ottimi risultati.

Grazie anche alla collaborazione con l’Ente comunale e le Associazioni locali ed altre istituzioni pubbliche si riesce a realizzare un’offerta formativa ampia e coerente con le richieste della società locale e le indicazioni europee. Tutto ciò con grande disponibilità di tempo e di risorse umane che si impegnano oltre ogni impegno contrattuale.

Con eventuali accorpamenti di scuole secondo criteri esclusivamente quantitativi, basati sui numeri, come se un’istituzione scolastica funzionasse solo se considerata quantitativamente sufficiente, si prospetterebbero nuovi disagi – prosegue l’amministrazione -. Ma un’istituzione scolastica si impernia sulla qualità e sui valori che sostiene e promuove, non offre un servizio appropriato ed efficiente in base al numero di alunni che accoglie.

Inoltre, sono proprio le piccole scuole che offrono un servizio più diretto e valido perché si immergono e si permeano più facilmente dei valori sociali e culturali del contesto in cui esistono.

Infine, le caratteristiche orografiche dei territori dei due comuni serviti, entrambi totalmente montani (ex legge 1° marzo 1957 n.90 e richiamato art.1 legge 25 luglio 1952 n.991), e facenti parte della Comunità montana del Titerno e Alto Tammaro, non consentono agevoli spostamenti né per gli alunni, né per il personale, per cui si ritiene necessario che gli uffici e la dirigenza scolastica sia insita sul territorio comunale.

La dimensione ottimale per un’istituzione scolastica – conclude la delibera – va misurata anche in relazione all’esigenza di rendere efficace ed efficiente il sistema-scuola nel quale interagiscono allievi, famiglie, docenti e personale ausiliario;

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