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Dallo street food lo spunto per il futuro: sogniamo le eccellenze sannite da degustare in strada

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Immaginiamo di sedere su uno sgabello in legno, magari una botte come tavolo, assaporare un bicchiere di Aglianico, mentre una piccola ciotola tiene in caldo brodo, cardone e polpette. Gli amici, invece, gustano uno spritz – rigorosamente a base Falanghina – mentre stuzzicano formaggi e salumi delle colline del Sannio. Ve lo raccontiamo meglio dopo, prima facciamo un passo indietro alla realtà e, precisamente, a sabato e domenica scorsi.

La 67esima tappa della VI Edizione dell’International Street food che si è tenuta a Benevento lo scorso week end è stato un successo, almeno per quanto riguarda la presenza di pubblico si parla di oltre 20mila presenze. E’ un dato innegabile e nemmeno il clima poco favorevole del capoluogo sannita è riuscito a fermare le moltissime persone giunte a piazza Risorgimento, da tutta la provincia, incuriosite dalla manifestazione.

I feedback della Rete, però, raccontano anche di un’altra faccia: quella di chi è rimasto sorpreso dall’eccessivo costo delle specialità e dei panini in vendita e quella di alcuni ristoratori locali che hanno visto ridurre la loro clientela a causa della manifestazione. Infine, c’è anche chi ha chiesto maggiore attenzione ai prodotti made in Sannio per tutelare e valorizzare un patrimonio culturale e gastronomico di altissimo livello.

Una considerazione, quest’ultima, che va sposata in pieno e, anzi, ribadita ogni giorno. Lo abbiamo scritto decine di volte. Ad esempio, in occasione del riconoscimento per la Falanghina e per il Sannio Capitale europea del vino: la vera valorizzazione parte dal territorio stesso. In altre parole: se non siamo noi i primi a credere e spingere sui nostri prodotti, non ci sarà nessuno che lo farà per noi.

Il week end dell’International Street food di Benevento, però, lascia anche un’altra considerazione: la grande presenza di pubblico ha certificato, infatti, che si tratta di una formula vincente. Un format da replicare in città e non legato alla presenza di stand di altre località, ma incentrata sulle nostre eccellenze. L’immagine è uno street food made in Sannio con le cantine del territorio e i birrifici artigianali ad accompagnare la salsiccia di Castelpoto, la carne marchigiana del Fortore, il caciocavallo di Castelfranco in Miscano, ma anche i piatti tipici come cardone, padellaccia beneventana, scarpariello e torrone.

La mente non può che andare al ‘Malies’ o meglio il ‘Mercato dei Commestibili’. L’area è oggetto di un finanziamento del Pnrr per circa 15 milioni di euro e, insieme con il rifacimento del vicino palazzo delle Orsoline dovrebbe costituire, nei progetti dell’amministrazione Mastella, il nuovo polo cittadino della cultura e dell’enogastronomia. “Entro il 2023 – ha commentato l’assessore comunale alle Attività produttive, Luigi Ambrosone – vogliamo appaltare i lavori per concluderli entro il 2026. Si tratta di un intervento importante che punta a cambiare il volto del quartiere, ma anche offrire un importante sbocco commerciale alle attività locali. Il modello al quale ci ispiriamo è ‘La Boqueria’ di Barcellona”.

Un primo test positivo in questo senso si è avuto con i mercati della Coldiretti che, in città, hanno riscosso una discreta affluenza. Immaginare nell’area dell’attuale Malies un piccolo centro dove degustare vini e mangiare prodotti tipici cucinati direttamente sul posto e fare la spesa di prodotti a Km zero potrebbe rappresentare una bella svolta per la città. Per farlo, però, come detto in precedenza, bisogna crederci. C’è la necessità che il Comune realizzi la struttura adatta, che gli imprenditori scommettano sulla location e che i cittadini siano disposti a riempire e sostenere, come hanno fatto questo week end, le attività.

Una scommessa per il futuro che, però, necessità di un grande lavoro di programmazione e preparazione e che speriamo possa essere messo in piedi da Comune e attività commerciali in sinergia. Non sarà semplice, ma – come già detto – se non saremo noi a valorizzare il nostro territorio non la farà nessuno e sognare costa poco.

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