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CULTURA

Da Sting al sito Unesco di Petra: il jazzista sannita Luca Aquino racconta i suoi nuovi progetti ad Ntr24

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GUARDA VIDEO Lo storico teatro parigino dell’Olympia Hall ospiterà le suggestive note jazz del musicista sannita Luca Aquino. L’occasione sarà il “Manu Katché and friends”, l’evento organizzato dal noto batterista francese per il prossimo 7 aprile.

Sul palco saliranno, insieme ad Aquino, artisti internazionali del calibro di Sting, Noa e tanti altri. Una serata per celebrare il talento di Katché, che per anni ha suonato al fianco di Peter Gabriel, ma anche per presentare il suo ultimo lavoro discografico al quale ha collaborato con la sua tromba anche il jazzista sannita.

Per chi non potesse raggiungere Parigi e partecipare alla serata, l’appuntamento è invece per il prossimo 27 febbraio, alle 18:30, nella Chiesa del SS Rosario di Pastene, a Sant’Angelo a Cupolo.

Sarà lì, infatti, che Aquino darà il via ufficiale al progetto “Petra”, ispirato al noto sito Unesco giordano. Si tratta di un’iniziativa che nasce per sottolineare l’importanza del patrimonio culturale come strumento di promozione del dialogo nei paesi arabi, contro i crimini di tipo terroristico. Per l’occasione, saranno in Italia anche la Jordanian National Orchestra Ensemble, gli ambasciatori del sito Petra e di Amman.

“La prima volta che ho visto la Giordania e Petra – ha raccontato il musicista – sono rimasto folgorato. Da quel giorno sono passati 5 anni. Dopo qualche hanno sono ritornato e in quell’occasione ho avuto la fortuna di conoscere delle persone con le quali è nata l’idea di registrare un disco nel sito Unesco che sarà pubblicato ad aprile”.

La splendida location giordana, però, non è solo la fonte d’ispirazione del progetto, ma rappresenta una parte fondamentale del disco. Seguendo la scia tracciata dal festiva “Riverberi”, il trombettista beneventano ha voluto registrare diverse tracce proprio all’interno del sito Unesco utilizzando le architetture e gli spazi come un vero strumento.

Il risultato finale è una sintesi della sensibilità e delle esperienze di otto musicisti provenienti da sei differenti nazioni. Un disco multiculturale che racconta che la cultura è il più grande strumento per raggiungere e superare ogni barriera.

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