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CULTURA

“Achille e Alberto Vianelli nella cultura figurativa italiana”: inaugurata la mostra

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11 opere di Achille Vianelli ed una del figlio Alberto costituiscono il fulcro della mostra “Achille e Alberto Vianelli nella cultura figurativa italiana”, promossa dalla Provincia di Benevento e dalla Soprintendenza ai Beni artistici di Caserta e Benevento, inaugurata questa mattina al Museo del Sannio in collaborazione con l’Associazione Arte Litteram e con l’allestimento di Italo Mustone.

La Mostra, che completa il percorso avviato nei mesi scorsi con la mostra “Achille Vianelli: da Posillipo a Santa Sofia – Soggetti beneventani dalle collezioni del Museo del Sannio”, è stata presentata al pubblico da Salvatore Buonomo, Soprintendente di Caserta e Benevento, dal Commissario Straordinario della Provincia, Aniello Cimitile, dal Direttore centro operativo di Benevento Soprintendenza BAPSAE di Caserta e Benevento, Giovanni Parente. Erano presenti anche le Dirigenti della Provincia del Settore Cultura, Pierina Martinelli, e del Settore Relazioni Istituzionali, Irma Di Donato, nonché i funzionari della Soprintendenza con lo stesso Mustone.

Dopo le vedute di Benevento e dei suoi monumenti nel secolo XIX, a cura di Ferdinando Creta e Vega De Martini funzionari della Soprintendenza, vengono ora esposte altre testimonianze importantissime dell’arte di Achille Vianelli (1803-1894), pittore ligure-francese, ma innamorato del capoluogo sannita, nel quale soggiornò e lavorò per buona parte della sua vita fino alla morte, e del figlio. Tra le opere da ammirare al Museo basti qui citare la veduta di uno tra i più celebri al mondo e cioè la costiera di Amalfi. E’ stata esposta anche una riproduzione di una tela di Gaetano de Martini che ritrae il Vianelli all’opera nella sua casa in via San Filiuppo a due passi dal Teatro Romano di Benevento. La tecnica delle opere del Vianelli è quella che ha suscitato l’ammirazione e l’interesse degli studiosi per questo pittore-patriota e, cioè, la sua straordinaria capacità di riportare fedelmente sulla tela la realtà esterna con una tecnica che diremmo “fotografica”, avendo peraltro lui stesso seguito da vicino, a Parigi, proprio i primi esperimenti nella nascita della fotografia.

Tale circostanza è stata, in particolare, sottolineata dal Soprintendente Buonomo che ha fatto osservare come le opere del Vianelli costituiscono, tra l’altro, uno strumento indispensabile per quanti vogliono approfondire le loro ricerche storiche sulla Benevento del passato, una Benevento purtroppo scomparsa dopo i bombardamenti arei degli Alleati del 1943. “La conoscenza – ha concluso l’arch. Buonomo – è il fondamento stesso della valorizzazione di un territorio e quello di Benevento ha tutte le carte in regola per essere conosciuto ed apprezzato dal più vasto pubblico internazionale”.

Il responsabile del Centro operativo del capoluogo sannita della Soprintendenza, Parente, ha illustrato quindi il significato della Mostra, sottolineando i meriti di Creta e de Martini, ed ha reclamato da parte delle Istituzioni locali maggiore attenzione per le opere del Vianelli. In particolare, egli ha richiesto la destinazione di una Sala del Museo del Sannio al Maestro ligure-francese, in omaggio al fatto che proprio in quegli ambienti egli ebbe a fondare una vera e propria Scuola artistica in città.

L’invito del prof. Parente è stato accolto favorevolmente dal Commissario Cimitile il quale ha fatto presente che, a fronte delle insensate critiche che da più parti pervengono circa gli investimenti per la cultura, la Provincia si appresta a consegnare al Museo del Sannio ulteriori spazi espositivi, probabilmente già prima che si esaurisca il suo mandato alla Rocca dei Rettori. Tali ulteriori spazi, in aggiunta a quelli già destinati, consentiranno l’esposizione di tante altre ricchezze che l’Istituto culturale fondato nel 1873 custodisce. Il Commissario, infine, ha polemizzato anche con quei settori dello stesso Ministero dei Beni culturali che hanno bloccato un progetto, interamente finanziato dalla Provincia, destinato a migliorare e rendere più confortevole l’esposizione al pubblico del materiale archeologico ritrovato nell’area della Chiesa di Sant’Ilario a Port’Aurea, accanto al prestigioso Arco di Traiano di Benevento. “Resto esterrefatto ed amareggiato per il diniego ricevuto da un nostro progetto che destina 100mila Euro per la realizzazione di un prefabbricato leggero in sostituzione di quello attualmente presente nell’area archeologica di Sant’Ilario a Port’Aurea di proprietà della Provincia. Non capisco come si possano rifiutare tali investimenti in un momento in cui c’è una rarefazione quasi totale della destinazione di risorse pubbliche a favore del nostro immenso patrimonio culturale e, soprattutto, proprio nel momento in cui si registra, anche alla Chiesa di Sant’Ilario a Port’Aurea, un aumento sensibile del numero di visitatori”.

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