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“Una Voce per Padre Pio”, ok del Comune alla serata-spettacolo da Pietrelcina. I costi? 250mila euro

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Duecentocinquantamila euro. Difficile pronunciarli tutti d’un fiato, figuriamoci a contarli. A tanto però ammonterebbe il costo dell’evento “Una Voce Per Padre Pio”, la serata-spettacolo in onore del frate cappuccino, direttamente dalla Piazza SS. Annunziata di Pietrelcina.

Per la XV edizione, in programma a giugno 2014 e condotta ancora una volta da Massimo Giletti e Maddalena Corvaglia, il Comune del piccolo centro sannita ha infatti approvato in una delibera di giunta del 6 novembre scorso il progetto redatto dalla Myriam Entertainment Srl, società che detiene i diritti di sfruttamento del format fino al 2015.

La proposta sarà ora presentata all’Assessorato al turismo e beni culturali della Regione Campania con una richiesta di finanziamento per l’intero importo.

Secondo il piano finanziario dell’intervento, le voci di spesa prevedono 36mila euro per la campagna di comunicazione; 65mila euro per la produzione tecnica; 30mila per la logistica e 14mila tra spese amministrative, di segreteria e gestione evento.

Dulcis in fundo una produzione artistica da 105mila euro con l’obiettivo di ricercare i volti noti del mondo dello spettacolo per poi stipulare i contratti con gli artisti.

L’obiettivo della manifestazione diretta dall’ideatore Vincenzo Palumbo – si legge nella scheda progettuale – è quello di promuovere e far meglio conoscere le bellezze storico-culturali del Borgo sannita che raccoglie al suo interno anche luoghi di elevata spiritualità. Il tutto attraverso il lavoro di 190 professionalità impiegate e un cast artistico di primo ordine: due conduttori, due attori, 8 cantanti, un coro, un corpo di ballo e un’orchestra di 35 elementi.

Ogni anno, inoltre, molti sono gli ospiti famosi che prendono parte all’iniziativa – cantanti, attori, politici, figli spirituali -, selezionati tra coloro che da sempre sono legati alla figura del santo e che hanno dimostrato, in più occasioni, il loro legame prestandosi per scopi umanitari, sociali e spirituali, ma soprattutto per la loro filiale devozione.

Alla promozione del territorio, dunque, si aggiunge anche la volontà di far conoscere il messaggio di amore tramandato dal frate con le stimmate.

(G.F.)

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