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Seminario sulla “Riforma Fornero”: l’intervento di Bosco (Uil)
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“Il 18 luglio 2012 è entrata in vigore la legge n. 92/2012, più nota come “riforma Fornero” del mercato del lavoro. Essa si compone di appena quattro articoli, ma di una miriade di commi che hanno sostanzialmente modificato molte materie relative al mercato del lavoro. Va detto che il governo sulla riforma si è confrontato con le parti sociali, senza arrivare a un accordo condiviso, prima dell’approvazione con il voto di fiducia delle camere”. Esordisce così il segretario della Uil Benevento, Fioravante Bosco, nel suo intervento al seminario sulla riforma del lavoro.
“Il percorso di approvazione della legge – spiega Bosco – è stato molto rapido, anche per le pressioni di carattere internazionale che si sono avute. Positiva è la previsione dell’ASPI (assicurazione sociale per l’impiego) che partirà già dal prossimo 1° gennaio 2013. Per il resto la riforma si propone di favorire i contratti a tempo indeterminato, soprattutto attraverso il contrasto all’abuso dei contratti a termine e atipici, incrementando il costo delle tipologia contrattuali flessibili e atipiche”.
“Il contratto di apprendistato – aggiunge – viene considerato come canale privilegiato per l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro; è quindi confermato l’impianto del recente testo unico sull’apprendistato n. 167/2011. Sul contratto a tempo determinato scompare l’obbligo di indicare la casuale nel primo contratto a termine (ivi compreso quello in somministrazione), fino alla durata massima di 12 mesi (non frazionabili)”.
“Invece, i contratti a termine con causale (ivi compresi quelli in somministrazione) possono arrivare sino a 36 mesi. Viene eliminato il contratto d’inserimento e sono riviste alcune clausole sui contratti a progetto, il lavoro accessorio (vaucher), il tirocinio formativo, le collaborazioni a progetto, le partite Iva e le associazioni in partecipazione”.
Alla specifica domanda posta dall’avv. Luca Peluso, per conto dell’Agenzia per il lavoro “Generazione Vincente”, circa la possibilità di utilizzare la “flessibilità mediata” con la stipula di contratti a tempo indeterminato in somministrazione, Fioravante Bosco ha poi aggiunto: “Sarebbe auspicabile che anche al Sud questo tipo di contratto flessibile prendesse piede, non fosse altro per combattere il lavoro nero, ma le condizioni oggettive delle nostre aziende sono talmente precarie che non è possibile offrire questa possibilità ai giovani sanniti. Voglio sperare che con la ripresa economica del Paese si possano ricreare le condizioni per poter offrire maggiori possibilità di lavoro ai nostri giovani”.
Infine, incalzato da qualche domanda del pubblico presente, circa la mancanza di lavoro, Fioravante Bosco ha concluso: “Bisogna abbassare le tasse sul lavoro e rimettere in piedi il circolo virtuoso che deve consentire maggiore liquidità nelle tasche dei cittadini per favorire i consumi.
Nel frattempo, in sede di controlli ispettivi, si può accettare di tutto, tranne che vi sia il ricorso al lavoro nero che crei concorrenza sleale nei confronti di quelle poche imprese che invece sono completamente trasparenti”.



