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Fondazione G. Romano: si parla di giustizia penale con il dott. Ubaldo Sterlicchio
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Mercoledì 14 dicembre, alle ore 18.30, la Fondazione “Gerardino Romano”, sede sociale in piazzetta G. Romano, n. 15, Telese Terme (BN), ospiterà il dott. Ubaldo Sterlicchio. All’incontro, coordinato dal prof. Felice Casucci, si discuterà del tema: “La Giustizia penale nel Sud, prima e dopo l’unità d’Italia”. L’incontro vuole affrontare il tema spinoso e controverso della propaganda di regime, in particolare di quella risorgimentale dei Savoia, che ha bollato il sistema giudiziario e penitenziale borbonico, consegnandolo alla storia, come uno tra i peggiori dell’esperienza europea. La realtà sembra essere, nella ricostruzione di Ubaldo Sterlicchio, completamente diversa.
Questo il punto dolente che s’intende affrontare! L’altra voce, l’altra informazione appare alla Fondazione Gerardino Romano, soprattutto nella fase culturale che viviamo, un bene prezioso, insostituibile. La Fondazione, prima della chiusura dell’anno di emblematica ricorrenza dell’unità d’Italia, intende evidenziarne l’aspetto problematico, di là dai giudizi di valore, comprensibilmente opinabili, lasciando a chi ascolta l’autonomia di giudizio e gli spunti necessari per percorsi sempre possibili di approfondimento. Esiste, infatti, una ricca letteratura bipartisan, di alta dignità intellettuale, che non giunge alle conclusioni della storiografia ufficiale, mostrando prospettive d’indagine meno inclini alle tesi dei vincitori. Qualche esempio serve a far comprendere meglio il tema della serata, affidato all’analisi di uno studioso che vive ed opera nella Valle Telesina. Nel 1902, lo storico inglese Bolton King sostenne che: «nessuno Stato in Italia poteva vantare istituzioni così progredite come quelle del Regno delle Due Sicilie».
Lo Stato borbonico eccelleva sotto l’aspetto sociale, culturale, industriale, economico, amministrativo, ed aveva delle leggi all’avanguardia in numerosi settori. In particolare, il sistema giudiziario meridionale era il più avanzato dell’Italia pre-unitaria, in linea con la grandissima scuola meridionale di diritto e con le teorie illuministe del giurista napoletano Gaetano Filangieri. Il regime borbonico fu all’avanguardia anche nel settore dell’edilizia carceraria, con l’esperimento del penitenziario di Santo Stefano, «primo carcere di recupero della storia mondiale». Nell’Italia unita, invece, sopravvisse l’idea della mentalità “punitiva”, ben diversa da quella “riabilitativa” borbonica e dei giorni nostri, tanto che l’obbligo della catena al piede per i condannati ai lavori forzati, nel nuovo Regno d’Italia, sarà abolito solamente il 2 agosto 1902.
Gli incontri della Fondazione, aperti al pubblico, si svolgono ogni settimana e rappresentano un momento di confronto dialettico volto a favorire una crescita culturale, equilibrata e sostenibile, del territorio sannita.
Ubaldo Sterlicchio è nato a Bitonto (Bari). Ha studiato all’Università di Modena-Reggio Emilia, laureandosi in Giurisprudenza con indirizzo penalistico. Ha svolto la professione di Funzionario della Polizia di Stato e di Comandante provinciale della Polizia Stradale. Ha insegnato in Scuole di Polizia. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni. È Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, nonché Cavaliere di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. Delegato, per la provincia di Benevento, dell’Associazione Culturale Neoborbonica ed è membro del Comitato Studi Storici Meridionali della stessa Associazione civico – culturale. Appassionato di storia del Meridione d’Italia, ha partecipato a numerosi convegni e giornate di studio in materia di riscoperta delle radici storiche dei meridionali e di rivisitazione della storia vista dalla parte dei vinti.



